29 novembre 2022
Aggiornato 19:00
Politica

L'onda ucraina investe anche la Moldavia

I movimenti separatisti in Gaugazia, regione russofona nel Sud della repubblica, hanno trovato nuove energie dopo l'addio della Crimea a Kiev. A febbraio un referendum ha sancito che il 98% della popolazione gagauza sarebbe favorevole a rapporti più stretti con il Cremlino. Lo Stato invece punta un accordo per l'annessione all'Ue entro il 2015

CHISNAU - La crisi in Ucraina ha riacceso le istanze separatiste in tutta la regione circostante. Dopo il referendum in Crimea, che ha sancito l'addio a Kiev per abbracciare Mosca, ora anche la Gaugazia, una regione russofona nel Sud della repubblica Moldava, vuole fare lo stesso.

Nel febbraio del 2014 un referendum locale ha sancito che il 98 per cento della popolazione gagauza sarebbe favorevole a rapporti più stretti con il Cremlino e quindi all'allontanamento da Bruxelles. «Cosa mai potrebbe fare l'Uniona europea per noi? - dice questo contadino - e come potremmo diventarne membri? Non parliamo nessuna lingua europea senza contare che lì è tutto molto più costoso, a partire dalle tasse». L'orientamento del popolo gagauzo, però, va contro i piani della Moldavia che invece vorrebbe stringere un accordo per l'annessione all'Unione europea entro il 2015.

«Non si tratta di sentimentalismi - spiega il governatore della Gagauzia, Mikhail Formuzal - è invece un fatto pragmatico che attiene ai rapporti con la Russia, al desiderio di proteggere il mercato tra noi i Mosca e continuare a vendere i nostri prodotti in Russia. Se firmeremo l'accordo con l'Unione europea ci troveremo ad affrontare seri problemi da questo punto vdi vista». Di recente il Cremlino, nel tentativo di conquistare il favore dei Gagauzi, ha posto un embargo alle esportazioni di vino moldavo. Ma nonostante questo gli osservatori vedono come una possibilità molto remota che si ripeta uno scenario di separatismo, come accaduto in Crimea.