22 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Il caso

Morte Arafat, per i Palestinesi Israele è il principale sospettato

Gli studi condotti dagli esperti svizzeri hanno scoperto livelli di polonio almeno 18 volte superiori alla norma nelle costole e nel bacino di Yasser Arafat, nonchè nel terreno che ha accolto i suoi resti

RAMALLAH - Il principale sospettato della morte per avvelenamento dell'ex leader palestinese Yasser Arafat è Israele: è questa la conclusione della Commissione d'inchiesta palestinese sulla morte sospetta, nel novembre del 2004, dell'ex presidente dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp). «Israele è il primo sospettato, il principale e unico sospettato nella vicenda dell'assassinio di Yasser Arafat», ha detto il presidente della Commissione d'inchiesta, Tawfiq Tiraoui

Gli studi condotti dagli esperti svizzeri hanno scoperto livelli di polonio almeno 18 volte superiori alla norma nelle costole e nel bacino di Yasser Arafat, nonchè nel terreno che ha accolto i suoi resti.

Arafat è morto in Francia l'11 novembre del 2004, a 75 anni, per cause che i medici non riuscirono a chiarire. All'epoca non venne condotta alcuna autopsia. I resti del leader palestinese vennero riesumati lo scorso novembre per consentire i prelievi necessari alle analisi condotte da tre squadre di inquirenti, svizzeri, francesi e russi.

L'indagine condotta dagli esperti svizzeri ha portato alla scoperta di livelli «inaspettatamente alti» di polonio 210 nei frammenti di tessuto e ossei di Arafat. Pur tenendo in considerazione gli otto anni trascorsi dalla morte di Arafat e la qualità dei campioni prelevati, nel rapporto svizzero si afferma che i risultati emersi dalle analisi «avvalorano moderatamente l'asserzione che la morte sia stata la conseguenza di avvelenamento da polonio 210».