23 maggio 2019
Aggiornato 14:30
Missione ISAF

Afghanistan, massacrò civili: chiesto l'ergastolo per il soldato Bales

La corte sta discutendo se poter concedere a Bales, dopo 20 anni di detenzione, la libertà condizionale oppure condannarlo all'ergastolo. Lo scorso giugno il veterano si era dichiarato colpevole durante un dibattimento in cui la sua difesa ha cercato di convincere la giuria a non condannarlo alla pena capitale

NEW YORK - «È uno dei peggiori criminali» e per questo deve passare il resto della sua vita dietro le sbarre. È quanto ha detto l'accusa nel processo a carico del sergente Robert Bales, 40 anni, il militare che nel marzo del 2012 uccise 16 civili inermi in Afghanistan, tra i quali alcuni bambini. Secondo gli avvocati il veterano ha ammesso le sue colpe senza provare alcun rimorso e per questo deve restare in carcere tutta la vita senza la possibilità di beneficiare della libertà condizionale.

La corte sta discutendo se poter concedere a Bales, dopo 20 anni di detenzione, la libertà condizionale oppure condannarlo all'ergastolo. Lo scorso giugno il veterano si era dichiarato colpevole durante un dibattimento in cui la sua difesa ha cercato di convincere la giuria a non condannarlo alla pena capitale. L'accusa ha ricostruito quanto accaduto la notte dell'11 marzo 2012 nel distretto di Panjwayi nella provincia Kandahar, nel sud del Paese, attraverso un grafico e ricordando che l'ultima sua vittima è stata una donna anziana.

Sempre secondo l'accusa le scuse di Bales - pronunciate ieri davanti alla corte - non hanno alcun valore visto che il veterano è un uomo «senza morale». E ancora, visto che «non gli importa nulla degli afghani, crede che siano tutti cattivi e ama ucciderli». L'accusa ha anche ricordato che la carneficina messa in atto nel villaggio da Bales ha coinvolto «48 bambini che sono stati uccisi, feriti o testimoni del massacro».