9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Petraeus sapeva dei centri di tortura in Iraq

E' quanto è emerso da un'inchiesta condotta dai britannici Guardian e BBC, che oggi ricordano come queste unità furono responsabili dei peggiori casi di tortura emersi duranti l'occupazione americana del Paese, tanto da accelerare lo scoppio della guerra civile

NEW YORK - Il generale americano David Petraeus e un veterano Usa delle «guerre sporche» in America Centrale erano dietro alle unità di polizia attive in Iraq durante la guerra, che avevano creato centri segreti di tortura e detenzione per ottenere informazioni dai prigionieri. E' quanto è emerso da un'inchiesta condotta dai britannici Guardian e BBC, che oggi ricordano come queste unità furono responsabili dei peggiori casi di tortura emersi duranti l'occupazione americana del Paese, tanto da accelerare lo scoppio della guerra civile.

IL RUOLO DI RUMSFELD - Stando a quanto si legge oggi sul Guardian, fu l'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ad affidare al colonnello James Steele, allora 58 anni, veterano in pensione delle forze speciali, l'incarico di collaborare all'organizzazione di forze paramilitari con l'obiettivo di arginare la rivolta sunnita. Al fianco di Steele c'era un altro colonnello in pensione, James H Coffman, che rispondeva direttamente al generale Petraeus, con il compito di monitorare i centri di detenzione, creati con milioni di dollari di finanziamento Usa. Il Guardian ricorda oggi che Petraeus venne inviato in Iraq nel giugno 2004 con l'incarico di organizzare e addestrare le nuove forze di sicurezza irachene.
Steele rimase in Iraq dal 2003 al 2005, e continuò a tornarvi nel 2006; il veterano rispondeva direttamente a Rumsfeld.