17 gennaio 2021
Aggiornato 14:00
Esteri | Nordafrica nel caos

FMI: Via libera all'esborso di 18,4 milioni di dollari per il Mali

L'idea è che l'intervento di forze militari straniere nel Paese abbiamo migliorato le prospettive del Paese. Intersos: «Solo 2 settimane di scorte cibo per famiglie»

NEW YORK - Il Fondo monetario internazionale ha dato il via libera all'esborso di 18,4 milioni di dollari per il Mali, con l'intento di sostenere le autorità locali nel loro sforzo di mantenere la stabilità macroeconomica e la crescita nei prossimi 12 mesi. L'idea è che l'intervento di forze militari straniere nel Paese abbiamo migliorato le prospettive del Paese

L'iniziativa rientra nella cosiddetta «Rapid credit facility», ossia un'assistenza finanziaria rapida con un numero limitato di condizioni da rispettare da parte dei Paesi fruitori, generalmente poco sviluppati e alle prese con un'esigenza urgente di rispettare i propri pagamenti. Secondo Christian Josz, a capo della missione in Mali dell'istituto di Washington, l'approvazione del prestito rappresenta la condizione per altri esborsi da parte di donatori come la Banca mondiale, la Banca per lo sviluppo africano e l'Unione Europea. La somma copre, infatti, solo una parte dei 110 milioni di dollari che mancano all'appello per il budget 2013 del Paese.

Per Josz, la scesa in campo delle truppe francesi - che ieri hanno strappato il controllo di Timbuctù, nel nord del Paese, ai gruppi jihadisti che l'avevano conquistata quasi un anno fa - ha garantito sicurezza nel sud del Paese, da cui deriva oltre il 95% della crescita del Paese, della popolazione e delle entrate fiscali. L'istituto di Washington ha anche sottolineato in una nota la cancellazione di accordi precedenti siglati in base all'Extended credit facility, che fu approvato nel 2011 per un valore di 46,3 milioni di dollari per coprire il periodo 2012-2014, ma che ha subito uno stop dal colpo di stato del marzo 2012 e dagli eventi successivi.

Intersos: Solo 2 settimane di scorte cibo per famiglie - «Nell'area di Mopti le famiglie dispongono di cibo solamente per le prossime 2 settimane, poi le scorte non basteranno, è fondamentale intervenire con distribuzioni urgenti e nuovi aiuti» spiega Federica Biondi, coordinatrice dell'intervento umanitario di INTERSOS in Mali.

La guerra sta sconvolgendo il Nord del paese, ma l'emergenza che colpisce la maggioranza della popolazione è la crisi alimentare: il Sahel è afflitto da mesi di siccità e accompagnata da prezzi del cibo sempre più alti. Non è bastato il buon raccolto del 2012 nel sud a risollevare le condizioni di moltissime famiglie nel nord, che si sono trovate di fronte a un doppio problema per la sicurezza alimentare: la siccità e l'occupazione delle milizie ribelli. Le conseguenze della guerra rendono difficile l'approvvigionamento del nord, molti corridoi di distribuzione degli aiuti sono inaccessibili e la carenza di cibo crea allarme per l'impatto creato su una popolazione impoverita e malnutrita già da lungo tempo. Nella regione desertica del Sahel ogni anno circa 300.000 bambini perdono la vita per effetto della malnutrizione.