24 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Conclusa l'inchiesta sull'omicidio

Omicidio Politkovskaya: cinque accusati, ma manca il colpevole

Nel frattempo, gli attacchi contro i difensori dei diritti umani, gli attivisti della società civile e i giornalisti sono proseguiti in Russia. Come la collega della Politkovskaya, Anastasia Baburova, uccisa nel centro di Mosca il 19 gennaio 2009 insieme all'avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov

MOSCA - Terminata l'inchiesta sull'omicidio della giornalista Anna Politkovskaia, uccisa da un killer nell'ascensore della casa in cui abitava a Mosca il 7 ottobre 2006. «La squadra investigativa ha raccolto prove sufficienti per redigere l'atto d'accusa» ha detto Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo russo. Si tratta di una nuova tappa per un caso che si trascina ormai da anni, tra sentenze annullate e lentezze. Ora ci sono cinque imputati nel procedimento penale, accusati di omicidio e traffico illegale di armi: i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, il loro zio Lom-Ali Gaitukayev e l'ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov. Prosegue invece l'inchiesta sul mandante e altre persone coinvolte.

Secondo gli inquirenti, Gaitukayev era l'organizzatore del delitto. Egli ha creato, nel 2006, un gruppo organizzato, che comprendeva gli altri imputati, così come un ufficiale di polizia Dmitry Pavlyuchenko, che però non compare tra gli imputati. La giornalista sarebbe stata sorpresa nell'ascensore da Rustam Makhmudov che esplose un paio di colpi di pistola. L'arma venne lasciata sulla scena del crimine. Dopo di che, l'esecutore materiale fuggì.
Il 19 febbraio 2009, un primo processo si era chiuso con l'assoluzione dei tre fratelli ceceni Makhmudov dall'accusa di aver eseguito l'omicidio. Dopo il ricorso dei familiari di Anna e della stessa pubblica accusa, l'inchiesta contro i tre sospetti killer è stata riaperta: nel maggio 2011 Rustam Makhmudov è stato arrestato. Il 23 agosto è finito in carcere anche il colonnello Dmitry Pavlychenkov, già testimone chiave nel primo processo: inizialmente accusato di aver organizzato l'omicidio.
Nel frattempo, gli attacchi contro i difensori dei diritti umani, gli attivisti della società civile e i giornalisti sono proseguiti in Russia. Come la collega della Politkovskaya, Anastasia Baburova, uccisa nel centro di Mosca il 19 gennaio 2009 insieme all'avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov.