26 maggio 2019
Aggiornato 14:00
Conflitto afgano | La missione ISAF

Kabul, gli USA cedono il controllo della prigione di Bagram

Nella prigione di Bagram sono detenuti circa 3.000 prigionieri, fra cui numerosi combattenti talebani e terroristi di Al Qaida. Situata accanto alla gigantesca base americana di Bagram, circa 60 chilometri a nord di Kabul, questa prigione è diventata nell'ultimo decennio il simbolo dell'occupazione americana in Afghanistan. Intanto i Talebani prendono di mira il Principe Harry: lo uccideremo

KABUL - Oggi le forze armate americane trasferiscono il comando della prigione di Bagram nelle mani del governo afgano, nonostante vari punti di disaccordo sul destino, immediato e a lungo termine, di centinaia di prigionieri.
Nella prigione di Bagram sono detenuti circa 3.000 prigionieri, fra cui numerosi combattenti talebani e terroristi di Al Qaida. Situata accanto alla gigantesca base americana di Bagram, circa 60 chilometri a nord di Kabul, questa prigione è diventata nell'ultimo decennio il simbolo dell'occupazione americana in Afghanistan. Le autorità afgane e americane hanno siglato un accordo il 9 marzo scorso per l'avvio di un periodo di transizione di sei mesi nel controllo della prigione.
Per il presidente Hamid Karzai «qualsiasi ritardo nel trasferimento al governo afgano del carcere di Bagram sarà considerato un attentato alla nostra sovranità nazionale».

Alcuni talebani pronti ad accettare la presenza USA - Alcuni esponenti talebani di primo piano sono pronti a negoziare un cessate-il-fuoco e potrebbero essere disposti ad accettare una presenza militare statunitense di lungo termine in Afghanistan, nell'ambito di un accordo di pace complessivo. Lo indica un rapporto pubblicato oggi in Gran Bretagna, basato - come riporta il Guardian - su colloqui con responsabili talebani e negoziatori.
Il rapporto, pubblicato dall'istituto Royal United Services, ha riscontrato che i talebani sono decisi a effettuare una rottura decisiva con al Qaida nell'ambito di questo eventuale accordo e sono aperti a trattative sull'istruzione femminile. Nessuno «sconto» invece sulla costituzione, a cui continuano a professarsi contrari perchè ritenuta un appoggio per il governo del presidente Hamid Karzai.
I ribelli talebani non negozieranno con il governo Karzai, visto il suo passato - e presente - di corruzione. Non credono che Kabul possa indire elezioni eque e libere e questo lascia intendere che, anche se all'interno degli ambienti talebani fossero i moderati a prevalere, resterebbero seri ostacoli a un accordo di pace.
Il rapporto dell'istituto, intitolate «Prospettive talebane sulla riconciliazione», è il risultato delle interviste a quattro esponenti dei quali è stato mantenuto l'anonimato.

Talebani prendono di mira il Principe Harry: lo uccideremo - I talebani hanno manifestato la loro determinazione a uccidere il principe Harry, di stanza in Afghanistan quattro anni dopo la riduzione della sua missione per motivi di sicurezza. Un portavoce della milizia ha annunciato che il gruppo ha elaborato «un piano di alto valore» per attaccare il terzo in linea di successione al torno britannico nella provincia meridionale di Helmand, uno dei campi di battaglia più duri in dieci anni di guerra.