24 settembre 2021
Aggiornato 02:30
Riparte la campagna elettorale

USA 2012, Romney all'estero. Obama sulla West Coast

Per il candidato Repubblicano giovedì a Londra l'incontro con David Cameron e l'ex premier Tony Blair. Intanto la strage di Aurora non influenzerà la corsa presidenziale

NEW YORK - Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney mette da parte il duello contro Barack Obama, almeno questa settimana. Ad attenderlo, è infatti una missione diplomatica all'estero in cui incontrerà i leader di Regno Unito, Israele e Polonia. Questo viaggio di sei giorni - il primo da quando Romney ha ottenuto la nomination con il Grand Old Party in aprile - gli permetterà di cimentarsi sul terreno, per lui abbastanza inedito, della politica estera.
«Per il governatore è veramente l'occasione di mettersi a imparare e ascoltare» ha spiegato in una conferenza stampa telefonica il direttore politico dello staff elettorale di Romney, Lanhee Chen. «Questo dimostra che il governatore Romney crede nella necessità di stringere ulteriormente i legami con i nostri alleati» ha aggiunto. Secondo il politologo John Pitney del 'McKenna College' di Claremont «andando all'estero Romney cerca di rafforzare la sua credibilità in politica estera».
Stando alla prima bozza di programma distribuita alla stampa, il candidato repubblicano incontrerà giovedì nel Regno Unito il premier conservatore David Cameron, alcuni membri del suo governo e l'ex primo ministro laburista Tony Blair. Il giorno successivo è in agenda un faccia a faccia con il capo dell'esecutivo irlandese Enda Kenny, e una delegazione di atleti americani che parteciperanno ai Giochi olimpici che inizieranno venerdì a Londra.

Obama sulla West Coast - Il presidente inizierà oggi, con le tappe in Nevada e California, un tour di tre giorni che lo porterà in 5 Stati 'in bilico' nell'Ovest del Paese (eventi in programma anche nello Stato di Washington, in Oregon e Colorado).
Intanto il team di Obama ha fatto sapere che nel corso di questa settimana non saranno mandati in onda spot elettorali in Colorado. «Siamo coscienti dell'impatto della tragedia della scorsa settimana» ha detto la portavoce Jen Psaki.

La strage di Aurora non influenzerà la corsa presidenziale - La strage di Aurora, avvenuta nel cuore della campagna elettorale, ha messo alla prova le capacità del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di confortare gli americani e di dimostrarsi il 'comandante in capo'. Ma non avrà alcun impatto sulle elezioni presidenziali del 6 novembre, secondo il Wall Street Journal.
Obama ha dimostrato di essere capace di rispondere con fermezza a una tragedia che ha colpito il Paese, nonostante nelle sua presidenza non siano mancati gli episodi in cui la sua risposta è sembrata debole agli occhi degli americani, in occasioni simili. Ieri, ha trascorso alcune ore con le famiglie delle vittime della sparatoria in Colorado, in cui sono morte 12 persone: ha parlato «da padre e marito, non da presidente» riscuotendo il plauso generale.
L'approvazione per le sue parole c'era stata, secondo il Wall Street Journal, in occasione della sparatoria a Fort Hood, in Texas, nel 2009, dell'esplosione di una miniera nella Virginia Occidentale nel 2010 e dell'attentato alla deputata Gabrielle Giffords lo scorso anno. Obama aveva invece fallito - secondo il quotidiano - in occasione dell'attentato terroristico sventato nel Natale 2009 e del disastro ambientale provocato dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.