15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Scoperta dell'Università di Oxford

Ricercatori individuano pillola che rende meno razzisti

Il farmaco, il cui principio attivo è il propranololo, betabloccante non selettivo, funziona solo sui «pregiudizi razziali inconsci, mentre non modifica l'attitudine cosciente delle persone sul razzismo», affermano gli esperti

OXFORD - Il razzismo si può combattere con una pillola. Lo sostiene un gruppo di ricercatori dell'università di Oxford, in Gran Bretagna, guidati dalla psicologa sperimentale Sylvia Terbeck, secondo cui un medicinale utilizzato per abbassare l'ipertensione arteriosa riduce anche il razzismo inconscio. Il farmaco, il cui principio attivo è il propranololo, betabloccante non selettivo, funziona solo sui «pregiudizi razziali inconsci, mentre non modifica l'attitudine cosciente delle persone sul razzismo», affermano gli esperti.

I risultati aprono le porte a numerose questioni etiche - Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychopharmacology, e citato dal quotidiano Le Figaro, è stato realizzato attraverso un panel ristretto, con soli «36 uomini di origine etnica bianca», ma i risultati aprono la porta a numerose questioni etiche. «Alcuni già si domandano se questo farmaco potrà essere utilizzato per curare il razzismo», puntualizza Terbeck. «Il nostro obiettivo non è quello di guarire il razzismo», spiega Terbeck. «Ci siamo serviti di questo medicamento per verificare l'importanza dei processi emozionali sulle attitudini razziste inconscie», continua. «Dopo questi primi risultati sul razzismo, inizieremo a studiare gli effetti delle emozioni su altri pregiudizi, come l'appartenenza religiosa o l'omosessulità, per esempio», aggiunge.