6 agosto 2020
Aggiornato 18:00
Il conflitto afgano

Karzai incontrerà i Talebani in Arabia Saudita

Prima dell'apertura del loro ufficio politico in Qatar. E' quanto ha appreso la BBC da fonti occidentali e afgane. Dà alla luce terza figlia: Uccisa da marito e suocera

KABUL - Il governo afgano è pronto a incontrare i talebani in Arabia Saudita nelle prossime settimane, prima dell'apertura del loro ufficio politico in Qatar. E' quanto ha appreso la BBC da fonti occidentali e afgane.
Finora i talebani avevano dichiarato di voler trattare solo con gli Stati Uniti e altri alleati del governo di Kabul, ma, stando a quanto riferito da funzionari di Kabul, avrebbero già accettato di incontrare le autorità afgane. «Anche se verrà aperto l'ufficio dei talebani in Qatar, noi ovviamente lanceremo altre iniziative nella regione, compresi Arabia Saudita e Turchia - ha detto un alto funzionario governativo afgano - l'Arabia Saudita ha svolto un ruolo importante in passato. Noi lo apprezziamo e vogliamo che il sostegno dell'Arabia Saudita non venga mena nel processo di pace in atto».

I Talebani aprono un ufficio politico in Qatar - Il Presidente afgano Hamid Karzai non ha accolto con favore l'iniziativa del Qatar di ospitare una sede talebana per favorire il processo di pace, tanto da richiamare, lo scorso dicembre, l'Ambasciatore afgano a Doha. Secondo la BBC, una delegazione del Qatar dovrebbe presto recarsi in visita a Kabul per sanare il contrasto.
Intanto, una delegazione di alti rappresentanti talebani è giunta nei giorni scorsi in Qatar per organizzare l'apertura dell'ufficio politico, stando a quanto riferito dal Telegraph. La delegazione è composta da Tayeb Agha, collaboratore del mullah Omar, che ha agito da intermediario per oltre un anno tra i talebani e i diplomatici Usa e tedeschi, dall'ex viceministro degli Esteri talebano, Sher Mohammad Abbas Stanekzai, e dall'ex inviato talebano a Riad, Shahabuddin Delawar.

Dà alla luce terza figlia: uccisa da marito e suocera - Una donna nell'Afghanistan nord orientale è finita in manette per aver preso parte all'omicidio della nuora 22enne, «colpevole» di aver dato alla luce una femmina. Anche il marito della vittima è sospettato di essere coinvolto nel feroce delitto, ma al momento risulta latitante.
L'omicidio è stato compiuto due giorni fa nella provincia di Kunduz. La neonata, che oggi ha due mesi, non è stata ferita. L'orribile delitto si è consumato nel villaggio di Mahfalay, nel distretto di Khanabad.
Secondo quanto riferito alla BBC dal capo della polizia distrettuale, Sufi Habib, «la madre, Stori, ha dato alla luce una terza bambina. Il marito e la suocera la hanno strangolata per aver avuto una terza figlia». Secondo la ricostruzione del delitto, la suocera, che risponderebbe al nome di Wali Hazrata, avrebbe legato i piedi della vittima, mentre il marito la strangolava. «Viveva in un inferno, non in una casa», ha commentato il poliziotto, riferendosi alla lunga serie di soprusi subiti dalla giovane donna. Gli attivisti dei diritti umani hanno portato il caso all'attenzione dei media. In particolare il direttore di Kunduz Women's, Nadira Gya, ha condannato «il brutale delitto commesso contro una donna innocente». Anche i leader religiosi e gli anziani della zona hanno espresso indignazione per il barbaro assassinio.
La nascita dei maschi è solitamente occasione di grandi festeggiamenti in Afghanistan: non altrettanto può dirsi quando a venire al mondo è una femmina che è spesso considerata alla stregua di un peso. Non è raro che alcune donne subiscano violenza se non partoriscono maschi e si tratta solo di uno degli orribili crimini di cui sono spesso vittime le donne in Afghanistan.