23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Lo hanno riferito le autorità messicane

Messico, ventidue persone uccise nel nord del paese

A Tijuana cinque uomini uccisi durante una festa di compleanno. Più di 50.000 persone sono morte in Messico dall'inizio dell'offensiva militare contro i cartelli della droga lanciata dal presidente Felipe Calderon

TIJUANA - Ventidue persone sono state assassinate sabato sera nel nord del Messico, tra cui cinque nel corso di una festa di compleanno a Tijuana, alla frontiera con gli Stati Uniti. Lo hanno riferito le autorità messicane.
Quattro persone sono state ritrovate morte in una prigione dello Stato di Chihuahua. Nello stesso Stato otto persone sono state uccise nell'ambito di affari legati al crimine organizzato, e altre cinque sono state assassinate in un attacco armato alla citta di Torreon. A Tijuana tre uomini armati hanno fatto irruzione in una festa di compleanno, obbligando le donne presenti a stendersi in terra e uccidendo gli uomini, quattro adulti e un ragazzo di 13 anni, ha detto all'Afp Ricardo Garduno, direttore della polizia municipale.
Dai primi elementi dell'inchiesta, risulta che una delle vittime era il fratello di un ex poliziotto arrestato il 6 gennaio e legato al cartello di Sinaloa, che opera in più città del nord ovest del Messico, tra cui Tijuana, vicina alla città americana di San Diego, in California.

La battaglia di Felipe Calderon - Più di 50.000 persone sono morte in Messico dall'inizio dell'offensiva militare contro i cartelli della droga lanciata dal presidente Felipe Calderon dopo la sua ascesa al potere, nel dicembre 2006.