19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Il racconto dell comandante dell'unità che lo ha catturato

Libia, Saif al Islam Gheddafi si è finto pastore per sfuggire all'arresto

Il comandante dell'unità dei combattenti di Zintan: «Sapevamo che si trattava di un personaggio di alto profilo, ma non sapevamo chi fosse». Tripoli vuole processare Saif al Islam. Arrestato l'ex capo dei servizi segreti, Al-Senussi. L'annuncio del nuovo Governo rinviato di 48 ore

TRIPOLI - Il secondogenito di Muammar Gheddafi, Saif al Islam, ha finto di essere un pastore di cammelli per sfuggire all'arresto, avvenuto venerdì scorso nel sud della Libia. E' quanto ha raccontato il comandante dell'unità dei combattenti di Zintan che lo hanno catturato, Ahmed Amuri, citato oggi dall'Observer.
«Quando lo abbiamo preso ha detto: Mi chiamo Abdul Salem, pastore di cammelli», ha detto Amur, la cui unità ha tenuto sotto controllo per oltre un mese la vasta regione desertica del sud della Libia, prima di ricevere una soffiata, la scorsa settimana, sulla presenza di Saif nei pressi della città di Obari. «Sapevamo che si trattava di un personaggio di alto profilo, ma non sapevamo chi fosse», ha precisato Amur.
I combattenti hanno quindi preso posizione nel deserto, vicino ad Obari; come previsto dall'informatore, venerdì scorso, hanno visto arrivare due jeep. «Quando abbiamo visto la prima vettura abbiamo esploso dei colpi, non per colpirla, ma come avvertimento. La macchina si è fermata. Quindi è arrivata la seconda vettura su cui c'era Saif - ha proseguito - abbiamo esploso dei colpi di avvertimento e la macchina si è fermata. Saif e un suo collaboratore sono scesi».
Quando i combattenti si sono avvicinati a piedi, Saif si è gettato faccia a terra e ha cominciato a sporcarsi il volto: «Voleva rendersi irriconoscibile». A questo punto Amur è corso verso di lui e gli ha ordinato di alzarsi, trovandosi così faccia a faccia con il figlio di Gheddafi: «La sua faccia era sporca, ma sapevo chi era. Quindi ci ha detto: Sparate». Ma quando i ribelli si sono rifiutati di aprire il fuoco e si sono presentati, Saif ha detto: «Ok, sparatemi o portatemi a Zintan».

Tripoli vuole processare Saif al Islam - Le autorità libiche vogliono che Saif al Islam, figlio maggiore di Muammar Gheddafi arrestato venerdì notte, venga processato in patria: lo ha dichiarato il responsabile della Giustizia del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), Mohammed al-Allaghi.
«Vogliamo che il processo di Saif al Islam abbia luogo in Libia perché la giustizia locale costituisce la regola e quella internazionale l'eccezione», ha spiegato al-Allaghi sottolineando come esistano «le garanzie necessarie per un processo equo, in particolare dopo l'approvazione della legge che rende la magistratura indipendente dall'esecutivo».
Saif, sospettato di crimini contro l'umanità, è oggetto di un mandato di cattura da parte della Corte Penale Internazionale (Cpi) dell'Aia, che ne ha chiesto la consegna; Al-Allaghi si è limitato ad affermare che le autorità di Tripoli «si metteranno d'accordo con il Cpi conformemente alle leggi in vigore».

Arrestato l'ex capo dei servizi segreti, Al-Senussi - L'ex responsabile dei servizi segreti libici, Abdallah Al-Senussi, è stato arrestato nella regione di Al-Ghira, nel sud del Paese: lo hanno reso noto fonti del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) libico.
Come Saif al-Islam, il figlio maggiore di Muammar Gheddafi arrestato venerdì, anche al-Senussi è ricercato dalla Corte Penale Internazionale con l'accusa di crimini contro l'umanità e nel 1999 è stato condannato all'ergastolo in contumacia dalla giustizia francese per l'attentato contro il Dc-10 dell'Uta costato nel 1989 la vita a 170 persone.

L'annuncio del nuovo Governo rinviato di 48 ore - L'annuncio della formazione del nuovo governo di transizione libico è stato rinviato di 48 ore al massimo su richiesta del premier designato Abdel Rahim al-Kib: lo ha reso noto il portavoce del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) libico, Abdelhafidh Ghoga.
Al-Kib avrebbe dovuto rendere nota oggi la lista dei Ministri ma l'arresto venerdì notte di Saif al-Islam, figlio maggiore di Muammar Gheddafi, ha cambiato l'agenda dell'esecutivo.