19 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Tornato a Utoya con polizia

Norvegia, Breivik non mostra alcun rimorso

Ieri ricostruita la dinamica della strage del 22 luglio. Breivik chiamò più volte la polizia per arrendersi

OSLO - Anders Behring Breivik, l'autore del massacro di Utoya del 22 luglio scorso, non ha mostrato «alcun segno di rimorso» durante la ricostruzione della dinamica degli eventi effettuata ieri sull'isola. «Non era indifferente, ma non ha mostrato nessun rimorso per i suoi atti», ha detto alla stampa il procuratore della polizia norvegese, Paal-Fredrik Hjort Kraby. Nella strage a Utoya sono rimaste uccise 69 persone.
Prima della strage compiuta sull'isola, che ospitava un campus estivo dei giovani laburisti, Breivik aveva piazzato un'autobomba nel centro di Oslo, provocando la morte di otto persone. Il quotidiano norvegese Verdens Gang ha pubblicato oggi alcune foto della ricostruzione scattate da lontano, in cui si vede il 32enne estremista legato con una corda, con addosso un giubbotto antiproiettile, mentre spiega - indicando - dove ha sparato.

Breivik chiamò più volte la polizia per arrendersi - Anders Behring Breivik avrebbe tentato di fermarsi, telefonando almeno dieci volte alla polizia durante la mattanza sull'isola di Utoya. Lo avrebbe fatto con il cellulare di una delle sue prime vittime - rivela oggi il quotidiano norvegese Aftenposten - e la polizia gli avrebbe risposto almeno due volte. Alla polizia si sarebbe presentato come «il comandante» e poi avrebbe fornito il suo nome completo, ha raccontato al quotidiano l'avvocato del 32enne norvegese, Geir Lippestad.
«Ha detto di aver ricevuto delle risposte che non capiva e di aver chiesto di essere richiamato, per accertarsi che la polizia avesse ben compreso la sua volontà di arrendersi», spiega Lippestad.
Dopo una pausa in attesa di essere raggiunto da una telefonata, che non è arrivata, l'uomo ha ripreso la carneficina, fino ad essere bloccato, qualche minuto più tardi. Molti testimoni hanno riferito di una pausa di diversi minuti, che potrebbe corrispondere al racconto di Breivik.
Il 22 luglio, al campus dei giovani laburisti sull'isola di Utoya, Breivik ha ucciso a colpi d'arma da fuoco da distanza ravvicinata 69 persone, per lo più ragazzi.