24 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Dopo le stragi

Norvegia, Cassius Clay denuncia l'intolleranza

Con una lettera al quotidiano norvegese Verdens Gang: «Ho il cuore spezzato»

OSLO - Mai, nella sua vita, è riuscito a sopportare l'intolleranza. Per questa ragione, a 69 anni suonati e nonostante una malattia che lo debilita gravemente, Cassius Clay, alias Muhammed Ali, ha deciso di scrivere una lettera, pubblicata dal quotidiano norvegese Verdens Gang, in cui esalta i valori della tolleranza e del multiculturalismo.

«Ho il cuore spezzato - scrive l'ex pugile e candidato al premio Nobel all'indomani della carneficina del 22 luglio in Norvegia, in cui hanno perso la vita 77 persone - non solo a causa delle morte insensata di vittime innocenti, tra cui tanti giovani, ma anche a causa del preteso ragionamento che aleggia dietro questi atti odiosi». «La paura del multiculturalismo mostra una mancanza di comprensione di tutti quei punti in comune che esistono tra le persone al di là delle differenze etniche, religiose o razziali», conclude il tre volte campione del mondo, convertito all'islam negli anni Sessanta, ricorda il quotidiano svizzero Le Temps.

Affetto dal morbo di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si è distinto per le sue azioni umanitarie per le quali è stato candidato come Premio Nobel per la Pace nel 2007.