15 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Attentati Norvegia

Il killer di Oslo in tribunale: non sono colpevole. Folla furiosa

Udienza a porte chiuse: Strage necessaria, volevo salvare la Norvegia

OSLO - «Non sono colpevole». E' iniziata con una dichiarazione di innocenza la prima udienza di Anders Behring Breivik, il killer che ha confessato di essere l'autore del duplice attentato in Norvegia di venerdì. Breivik, atteso davanti alla corte da una folla inferocita, ha detto che la strage era «necessaria per salvare la Norvegia e l'Europa dal marxismo culturale» e dall'invasione di musulmani. E' formalmente accusato di atti di terrorismo e per lui è stato deciso un fermo di otto settimane, di cui quattro in isolamento. Rischia un massimo di 21 anni di carcere, in base al codice penale norvegese. Poco prima dell'inizio dell'udienza il quotidiano the Guardian ha diffuso la notizia di un secondo arresto avvenuto in Polonia legato alle stragi ma la polizia polacca ha smentito. I contorni del duplice attentato si fanno intanto più precisi. Il vero obiettivo di Breivik sarebbe stata l'ex premier Gro Harlem Brundtland che era sull'isola di Utoya fino a poche ore prima che iniziasse la sparatoria. Anche il numero delle vittime potrebbe essere aggiornato, secondo la polizia i morti potrebbero essere meno dei 93 contati finora. L'uomo aveva provato già in precedenza a procurarsi armi in un viaggio a Praga a settembre in cui tentò invano di avvicinarsi alla malavita locale.

Il killer rischia un massimo di 21 anni di carcere. L'udienza di oggi è a porte chiuse nonostante Breivik avesse chiesto che la seduta fosse pubblica e di potervi partecipare in uniforme. Nel frattempo la Norvegia si è fermata a mezzogiorno per commemorare i morti con un minuto di silenzio in tutto il Paese. Breivik , 32 anni, ha confessato di essere l'autore della strage di venerdì al campus dei giovani laburisti. Fra le vittime ci sarebbe anche il fratellastro della di Mette Marit, la consorte del principe ereditario Haakon di Norvegia. Si tratta di Trond Berntsen, 51 anni, ed era la guardia privata che si trovava sull'isola quando Anders Behring Breivik è sbarcato.

Breivik ha utilizzato proiettili speciali per mettere in atto la sua carneficina. «Non ho mai visto ferite simili», ha spiegato Colin Poole, del dipartimento di Chirurgia, al quotidiano norvegese «Aftenposten». L'uso di proiettili a espansione è vietato dalla Convenzione di Ginevra, ma è utilizzato da coloro che praticano caccia grossa in Norvegia.

La pena massima prevista dal Codice penale norvegese è di 21 anni di reclusione. Ma di fronte all'orrore delle stragi di Oslo e di Utoya, cominciano a levarsi le prime voci per esigere un inasprimento della pena da applicare al caso di Breivik. In realtà, il diritto norvegese prevede che un condannato possa restare in carcere oltre i 21 anni, solo se viene considerato ancora pericoloso. In questo caso la sua pena può essere prolungata di cinque anni in cinque anni. Sull'isola di Utoya c'era anche Gro Harlem Brundtland, ex premier laburista norvegese, e ha lasciato l'isola appena poche ore prima dello sbarco di Anders Behring Breivik. Probabilmente anche lei era nel mirino del killer, scrive il quotidiano Aftenposten, secondo il quale Breivik voleva arrivare sull'isola al mattino, quando Brundtland teneva un discorso ai partecipanti al campus estivo.