21 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Strage in Norvegia

Norvegia, almeno 92 i morti. Breivik ha confessato

Si cerca di capire se il responsabile abbia avuto un complice

OSLO - Anders Behring Breivik ha ammesso di essere il responsabile dell'attentato sull'isola di Utoya. Si cerca di capire se l'uomo abbia avuto un complice, come fanno pensare le testimonianze. Intanto sale a 92 il numero delle persone decedute nel duplice attacco di ieri a Oslo e nell'isola di Utoeya, dove quattro o cinque persone risultano ancora disperse.

Il premier Jens Stoltenberg e la famiglia reale norvegese hanno incontrato i sopravvissuti. Stoltenberg, che ha definito «eroi» i sopravvissuti, notando come molti di loro hanno salvato diversi amici, ha anche detto che le autorità norvegesi stanno collaborando con agenzie di intelligence straniere per appurare un eventuale coinvolgimento internazionale negli attacchi. A sua volta il ministro degli esteri ha sottolineato: «La natura della democrazia norvegese, quello che la Norvegia rappresenta nel mondo, il nostro impegno, le nostre risorse, i nostri legami, non cambieranno. Non daremo questo lusso alla persona, o alle persone, che hanno commesso questo terribile atto contro i nostri concittadini» ha dichiarato il ministro.

Quanto a Breivik, emergono nuovi dettagli sulla personalità e le mosse dell'unico arrestato. La polizia norvegese ha usato l'espressione di «fondamentalista cristiano» per descrivere il sospetto. Alla luce delle informazioni che l'uomo aveva pubblicato su internet, l'uomo, norvegese di 32 anni, è un «fondamentalista cristiano», ha detto un responsabile della polizia, aggiungendo che le sue simpatie politiche sono di «destra». Breivik fino a pochi anni fa aveva anche militato nel partito del Progresso, una formazione di estrema destra.