23 maggio 2024
Aggiornato 02:30
Stati Uniti

Orlando, non colpevole la mamma nel caso che ha appassionato il Paese

Casey Anthony non è colpevole di omicidio volontario

NEW YORK - La giuria del tribunale penale di Orlando, in Florida, ha trovato Casey Anthony non colpevole di omicidio volontario. Secondo la giuria popolare, composta da sette donne e cinque uomini, non è stata la bella 25enne ad uccidere la figlia di due anni, Caylee, nel dicembre 2008.

Secondo le accuse, Casey Anthony, che in tribunale ha cercato di apparire la più discreta possibile, avrebbe ucciso la figlia di due anni per darsi alla bella vita, condita da feste ed amanti. Il procuratore Jeff Ashton ed i suoi collaboratori avevano accusato la 25enne di aver addormentato Caylee con il cloroformio e di averle poi tappato naso e bocca con nastro adesivo, in modo da asfissiarla. Casey Anthony avrebbe poi nascosto il cadavere della piccola nel bagagliaio della sua auto prima di gettarlo nei boschi vicini casa dove è stato rinvenuto sei mesi dopo, quando l'odore della decomposizione è diventato insostenibile. Nel frattempo, la bella Casey ha fatto finta di nulla facendosi addirittura tatuare su una spalla le parole «Bella Vita».

Durante i sei mesi in cui Caylee era assente, Casey ha sempre mentito, dicendo che la bimba era con una improbabile tata. L'accusa chiedeva la pena di morte.

La difesa ha invece sempre smentito l'impianto accusatorio: Caylee sarebbe affogata nella piscina dei nonni e Casey ha deciso di nascondere il cadavere con l'aiuto del padre. E la giuria sembra abbia dato credito a questa ipotesi.

Il processo più seguito dai tempi di quello del 1994 che vedeva l'ex giocatore della National Football League, O.J. Simpson, accusato di aver ucciso l'ex moglie Nicole Brown e il suo amico Ronald Goldman, nell'ultima settimana è stato trasmesso in diretta da tutte le più importanti reti televisive americane.