16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Lo scandalo

Strauss-Kahn in libertà ma la prossima udienza sarà il 18 luglio

La decisione della Corte Suprema di New York: «Il francese può andare dove vuole, ma non lasciare gli USA»

NEW YORK - E' fissata al 18 luglio la prossima udienza del procedimento contro Dominique Strauss Kahn a New York City, a meno di nuovi clamorosi colpi di scena. Che non sono però impossibili. Il francese è tornato a casa a New York, ormai uomo libero: è stato rilasciato «sulla parola», nella terminologia giuridica americana, dalla Corte Suprema di New York, che però ha tenuto in piedi l'accusa di violenza sessuale. Intanto «è libero di andare dove gli pare, negli Stati Uniti», ha spiegato il suo avvocato difensore Benjamin Brafman. Non può lasciare gli Usa perché il passaporto francese non gli è stato restituito. E intanto in Francia i simpatizzanti socialisti sognano di vederlo completamente scagionato, concorrere alla presidenza della Repubblica l'anno prossimo come se nulla fosse successo.

Un sorridente Dsk è tornato nella lussuosa casa che la moglie Anne Sinclair aveva preso in affitto nel quartiere di Tribeca a Manhattan per gli arresti domiciliari. Non dovrà più portare il braccialetto elettronico alla caviglia né pagare i 200.000 dollari al mese per le guardie di sicurezza privata a spese dell'imputato. Brafman non ha voluto rivelare quali siano i piani di Strauss-Kahn per i giorni fino alla prossima udienza, nella quale la procura distrettuale di Manhattan potrebbe annunciare una richiesta di archiviazione, ma ha detto di essere certo che sarà completamente «scagionato dalle accuse».

E' stato il procuratore distrettuale di Manhattan in persona, Cyrus Vance Jr., ad ammettere con una lettera agli avvocati difensori di Dominique Strauss-Kahn che la donna che accusa di violenza sessuale l'ex direttore del Fondo monetario internazionale aveva mentito ripetutamente e in diverse occasioni su varie circostanze della propria vita. Secondo il procuratore in particolare la trentaduenne avrebbe inventato in tutto o in parte le persecuzioni subite nel suo paese natale, la Guinea, per ottenere asilo politico negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la vicenda oggetto delle accuse, invece, la donna, spiega Vance, ha raccontato una storia inesatta, sotto giuramento, sui suoi movimenti nei momenti immediatamente successivi allo stupro di cui accusa tuttora Dsk.