22 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
L'UE è pronta a inviare 1.000 soldati

L'Onu dice no alle scorte militari UE per operazioni umanitarie

«Per il momento, siamo in grado di operare con mezzi civili», ha detto il responsabile delle operazioni umanitarie Onu, Valerie Amos

ROMA - L'Onu non intende chiedere per il momento il dispiegamento dei militari messi a disposizione dall'Unione europea per garantire corridoi umanitari in Libia, per il timore di mettere a rischio il personale civile. «Per il momento, siamo in grado di operare con mezzi civili», ha detto il responsabile delle operazioni umanitarie Onu, Valerie Amos, facendo propri i timori espressi da diverse ong su una commistione tra operazioni militari e umanitarie.

L'Ue ha approvato all'inizio di aprile la missione Eufor Libya, che prevede l'invio di circa 1.000 soldati. «L'operazione è stata concordata. E' pronta a partire, quando avremo il via libera dell'Onu», ha detto nei giorni scorsi un funzionario europeo. La missione ha la base operativa a Roma, dove il vice-ammiraglio italiano, Claudio Gaudiosi, sta definendo i piani per garantire scorte militari alle missioni umanitarie. Una fonte italiana ha precisato al Financial Times che obiettivo della missione è garantire la sicurezza all'invio di aiuti a Misurata, via mare, ma non è escluso il dispiegamento di truppe a terra.

Il responsabile delle operazioni umanitarie Onu ha precisato che l'accordo raggiunto con l'Ue e la Nato prevede che «se ci troviamo in una situazione in cui è impossibile utilizzare i civili, a causa delle condizioni di sicurezza, allora potremmo richiedere il sostegno di soldati. Ma non siamo ancora in questa situazione. E' difficile, ma siamo ancora in grado di operare».

L'assistenza delle Nazioni Unite è «imparziale e neutra», ha sottolineato Amos, anche se c'è sempre un problema quando alcuni Stati, come in questo caso quelli europei che impongono la no-fly zone, vogliono essere coinvolti anche nelle operazioni umanitarie. «Il governo libico ha detto molto chiaramente che fermerà ogni tentativo di utilizzare l'assistenza o gli aiuti umanitari per sostenere le operazioni militari - ha aggiunto - quindi noi dobbiamo essere molto attenti e fare in modo che non ci sia confusione tra intervento militare e operazioni umanitarie».

L'organizzazione umanitaria Oxfam ha sottolineato come «la decisione di inviare truppe Ue a sostegno delle operazioni umanitarie debba essere adottata solo come ultima risorsa». «La nostra esperienza nei Paesi in crisi in tutto il mondo dimostra che confondere le operazioni umanitarie con quelle militari non è mai una buona idea», si legge in un comunicato citato oggi dal Financial Times.