20 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
«Non è la nostra guerra»

Mercenari tuareg lasciano la guerra e tornano in Mali

Comunità nomade di circa 1,5 milioni di persone, i tuareg vivono in Niger, Mali, Algeria, Libia e Burkina Faso

BAMAKO - Cento tuareg maliani, mercenari al soldo di Muammar Gheddafi in Libia, hanno deciso di fare ritorno in patria. «Sono tornati nel loro Paese e questa è una buona notizia per noi» ha dichiarato un responsabile del governatorato di Kidal, nel nord-est del Mali.
«Una buona notizia» a prescindere dal fatto che «non abbiano avuto quello che volevano, siano rimasti delusi o abbiano compreso che questa guerra non è la loro» ha aggiunto.

Uno di questi tuareg ha dichiarato che, arrivati in Libia, «alcuni di noi volevano combattere solo in gruppi formati esclusivamente da tuareg. Ma i libici non hanno voluto. Dopo l'inizio dei combattimenti, altri hanno compreso che questa non era la nostra guerra».

Numerosi osservatori e politici maliani avevano manifestato la loro inquietudine, dopo la partenza per la Libia di questi mercenari, più di due mesi fa, temendo che il loro ritorno in patria con armi pesanti libiche potesse favorire al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), molto attivo nell'area del Sahel.
Comunità nomade di circa 1,5 milioni di persone, i tuareg vivono in Niger, Mali, Algeria, Libia e Burkina Faso. Alcune ribellioni sono nate in Mali e Niger negli anni '90, agli inizi e alla fine del primo decennio del secolo. Decine di migliaia di tuareg si sono così rifugiate in Libia, per fuggire dai conflitti.