25 febbraio 2020
Aggiornato 01:30
Volevano documentare gli scontri

Così sono morti i due reporter stranieri a Misurata

Colpiti in un momento di calma, dopo aver deciso di rientrare. A raccontare gli ultimi minuti della loro vita è Orla Guerin, corrispondente della BBC

MISURATA - Come ormai accadeva da alcuni giorni, volevano documentare gli scontri a Misurata. Erano su Tripoli Street, ma c'era una calma inusuale. Hanno deciso di tornare indietro, non c'era nulla da fotografare. E' stata la loro condanna a morte. Così hanno perso la vita l'inglese Tim Hetherington e l'americano Chris Hondros, entrambi di 41 anni, colpiti da un proiettile di mortaio sulla principale arteria della città sotto assedio da ormai oltre un mese e mezzo. A raccontare gli ultimi minuti della loro vita è Orla Guerin, corrispondente della BBC.

Hetherington era un 'veterano' della guerra in Afghanistan, conosceva i rischi a cui andava incontro, ha spiegato la giornalista. «A Misurata pioggia indiscriminata di razzi ma nessun segno della Nato», aveva scritto il fotografo qualche ora prima di morire in un messaggio postato su Twitter.
Nell'attacco, riferisce d'altra parte l'edizione odierna del Guardian, è rimasto gravemente ferito un terzo fotografo, Guy Martin, he lavora per l'agenzia Panos. Il quarto uomo che era con loro, secondo il New York Times, sarebbe il fotoreporter Michael Christopher Brown: anche lui è rimasto ferito, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Il gruppo di cui facevano parte le vittime, secondo alcuni testimoni, sarebbe stato composto da almeno 8 tra giornalisti e fotografi. «E' con grande dispiacere che abbiamo appreso che il nostro figlio e fratello, il fotografo e regista Tim Hetherington, è stato ucciso oggi a Misurata, è stato il laconico annuncio fatto dalla famiglia. Ad annunciare la morte di Hondros è stato invece un collega ed amico, Andre Liohn. «E' morto adesso», ha detto subito dopo avere appreso la notizia, poco dopo il decesso di Hetherington.