15 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Crisi libica

Saif e Saadi pronti a trattare il dopo-Gheddafi

Secondo il New York Times la proposta prevede che sia Saif a guidare la transizione democratica

TRIPOLI - Saif e Saadi Gheddafi hanno avanzato una proposta per favorire la risoluzione del conflitto libico e la transizione democratica del Paese che potrebbe comportare il ritiro dalla scena del padre, il colonnello Muammar Gheddafi. La transizione sarebbe guidata dallo stesso Saif al Islam, stando alla trattativa avviata dai due fratelli Gheddafi con i governi occidentali di cui riferisce oggi il quotidiano Usa The New York Times, citando un diplomatico e un funzionario libico. Non è chiaro se questa proposta abbia avuto il via libera del colonnello, anche se una persona vicina ai due fratelli Gheddafi ha dichiarato che il rais ha dato il suo consenso.

Già la scorsa settimana, il quotidiano panarabo Al Sharq al Awsat aveva riferito della disponibilità di Gheddafi a lasciare la guida del Paese al figlio Saif. A tale scopo, riferiva il giornale, Saif avrebbe già avuto una serie di incontri con funzionari britannici, francesi, americani e italiani per discutere l'ipotesi di sostituire il padre per un periodo di transizione di due e tre anni, garantendo in cambio il cessate il fuoco e l'avvio di negoziati con i ribelli.

I due fratelli «vogliono favorire il cambiamento del Paese» senza il padre, ha detto una persona vicina ad entrambi. «Hanno superato così tanti ostacoli con la vecchia guardia che se riescono ad andare avanti riusciranno a risollevare il Paese rapidamente», ha aggiunto. Uno dei due figli Gheddafi, ha rivelato la stessa fonte, ha detto molte volte che «le richieste dei ribelli sono le stesse sue». Il Nyt ricorda che Said e Saaid sono ritenuti i figli del colonnello più aperti all'Occidente, rispetto invece a Khamis e Mutassim, considerati più intransigenti.
La fonte diplomatica ha precisato che le trattative sono ancora nella fase iniziale e ha sottolineato come l'obiezione dei ribelli di Bengasi contro qualsiasi ruolo politico della famiglia Gheddafi nel futuro della Libia sia «la posizione iniziale dell'opposizione». «Le trattative devono ancora cominciare», ha sottolineato.