26 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Il capo degli uffici giuridici della Cei non condanna l’intervento

Monsignor Mogavero: in Libia qualcosa bisognava fare

«Una domanda di libertà non può essere liquidata in forma superficiale»

ROMA - Non è possibile fare paragoni con l’Iraq: «Qui ci sono diritti umani e di libertà, si tratta di due situazioni che non hanno nessuna simmetria. La situazione è molto delicata e forse non è stata capita a pieno fin da subito, credo che all'inizio abbiamo trattato con distacco queste vicende, come se non ci riguardassero», ha affermato il Capo degli uffici giuridici della Cei»
«Non mi sentirei di essere decisamente ostile e contrario», ha spiegato monsignor Domenico Mogavero, che è anche vescovo di Mazzara del Vallo, interpellato da Radio 24 sull'attacco alla Libia.
«Una domanda di libertà non può essere liquidata in forma superficiale - ha aggiunto- C'è un popolo che chiede diverse condizioni di vita».

LA REPRESSIONE SAREBBE STATA TERRIBILE - «Ci possono scappare e ci scapperanno vittime civili - ha proseguito mons. Mogavero a Radio 24 - ma probabilmente qualcosa bisognava comunque fare, perchè la repressione sarebbe stata terribile e sanguinosa in qualunque caso se le truppe governative avessero ripreso in mano le città conquistate dagli insorti. Il ricorso alle armi dovrebbe essere davvero l'ultima scelta, ma per discutere bisogna essere in due».