12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Libia in rivolta

Europa mobilitata con vasta operazione sgombero rifugiati

L'Italia pronta a inviare campo profughi lungo la frontiera con la Tunisia

DJERBA - Gli europei hanno cominciato a mettere in piedi un ponte aereo per evacuare dalla Tunisia migliaia di egiziani fuggiti dalla Libia, per evitare il caos e la diffusione delle epidemie.
Oggi, il governo italiano ha approvato la missione umanitaria in territorio tunisino che prevede l'apertura di un «villaggio italiano» nel quale fornire «pronto intervento di assistenza alimentare, sanitaria, personale a persone depredate di tutti i loro averi» per poi accompagnarli con il supporto terrestre delle forze tunisine con navi e aerei vero Alessandria e il Cairo. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini al termine di un consiglio dei ministri.

Nella mattinata, una squadra di medici e infermieri francesi è arrivata oggi all'aeroporto di Djerba, nel sud della Tunisia, per sgomberare via mare e aerea circa 5.000 egiziani. Già tre aerei francesi sono stati inviati in Tunisia per trasportare verso il Cairo profughi egiziani: fino a sabato sono previsti due andata e ritorno per ogni velivolo con a bordo un team di medici transalpini. E sempre sabato è attesa nel porto di Djerba la porta-elicotteri francese Mistral per imbarcare circa 800 egiziani; arriverà al Cairo dopo tre giorni di navigazione.

Intanto, si sono formate file interminabili lungo la strada che costeggia il campo di Shusha, a sette chilometri dal posto di frontiera di Ras Jedir, e dove circa 15.000 persone vengono accolte dall'esercito tunisino, dalla Croce rossa e dall'Onu, che hanno montato centinaia di tende.

Sempre in mattinata, un alto responsabile dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un appello a Tunisi ad agire con urgenza per evitare un rischio crescente di epidemie. «C'è un'alta concentrazione di decine di migliaia di persone. Ci sono tutti gli ingredienti per un'esplosione di epidemia», ha detto Laroche, sottosegretario all'Oms per gli interventi sanitari in caso di crisi, di ritorno da una missione nel sud della Tunisia.

Secondo il responsabile dell'ufficio informazione dell'Onu a Tunisi, circa 90.000 persone hanno attraversato la frontiera tuniso-libica dal 20 febbraio, 7.561 solto ieri.

Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha annunciato l'invio di tre navi militari per rimpatriare in Egitto circa 4.000 profughi, principalmente egiziani.

Anche la Spagna ha previsto l'invio di un aereo con aiuti umanitari che successivamente farà la spola con l'Egitto per trasportare altri profughi egiziani.

Kristalina Georgieva, commissario europeo per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, che ha annunciato lo stanziamento di un fondo di 30 milioni di euro per affrontare la crisi dei rifugiati libici, oggi pomeriggio sarà alla frontiera tra Tunisia e Libia.

Da parte sua, l'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite ha riferito di voler raddoppiare i posti disponibili al campo lungo il confine. «Cerchiamo di aumentare il numero di posti. Attualmente ce ne sono 10.000, l'obiettivo è di arrivare a 20.000», ha dichiarato un portavoce, Adrian Edwards sottolineando che la priorità è «decongestionare la frontiera».