Ministero dell'Interno di Tripoli: 300 morti, di cui 189 civili
Anche il secondogenito di Gheddafi ha riferito ieri di 300 morti
TRIPOLI - Le violenze che hanno accompagnato la rivolta contro il regime libico hanno causato 300 morti, di cui 189 civili e 111 militari. E' questo il bilancio fornito in conferenza stampa da un portavoce del ministero dell'Interno di Tripoli.
La maggior parte delle vittime è stata registrata a Bengasi, con 104 civili e 10 soldati, la seconda città del paese situata 1.000 chilometri a est di Tripoli, da dove è partita la rivolta; quindi ad al Baida, con 18 civili e 63 soldati, e a Derna, con 29 civili e 36 soldati. Si tratta del primo bilancio ufficiale sulle vittime della rivolta iniziata una settimana fa, dopo che già il secondogenito di Gheddafi, Saif al Islam, aveva riferito di 300 morti.
Il ministro dell'Interno, Abdel Fatah Younes, ha annunciato ieri sera le sue dimissioni e il suo appoggio «alla rivoluzione», stando a quanto riferito dalla tv araba al Jazeera, ma il portavoce del ministero non ha fatto alcun commento a riguardo.
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