19 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Ticino

In Svizzera la campagna «anti-ratti stranieri»

Ancora mistero sugli autori dell'iniziativa. La condanna del Governo ticinese

GINEVRA - Il governo ticinese ha preso le distanze dalla campagna di affissioni pubblicitarie antistranieri avviata nel cantone di lingua italiana. Da alcuni giorni per le strade di Lugano e di altre città ticinesi campeggiano manifesti firmati «balairatt.ch», che raffigurano tre tipi di «ratti» sgraditi: uno vestito da operaio edile frontaliero, uno da ladro proveniente dalla comunità europea ed uno che rappresenta lo scudo fiscale, opera del ministro dell'economia italiano Giulio Tremonti.

Con una nota, si legge sul sito Ticinonews, il Consiglio di Stato «tiene a prendere le distanze dalla campagna e a stigmatizzare il messaggio che essa veicola, genericamente offensivo nei confronti di cittadini stranieri». Il governo ticinese ricorda anche «il contributo dei cittadini stranieri alla crescita della nostra comunità, sia sul piano dell'economia privata (edilizia, turismo) sia ad esempio, nell'ambito del funzionamento delle strutture sociosanitarie».
Un altro sito, Ticinolibero.ch ha riferito che, dietro all'iniziativa dei tre topi (Fabrizio il piastrellista di Verbania, Bogdan il rumeno e Giulio l'avvocato lombardo) c'è Pierre Rusconi. Il presidente dell'Unione Democratica di Centro, partito dell'estrema destra svizzera, ha però smentito.