12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Polemiche USA

Moschea a Ground Zero, Obama: nessun rimpianto

Critiche anche dagli alleati del presidente USA mentre Nancy Pelosi considera che la questione è «locale»

COLUMBUS - Il presidente Barack Obama ha affermato di non rammaricarsi di aver difeso il diritto dei musulmani a costruire una moschea vicino al luogo degli attentati dell'11 settembre a New York, opinioni al centro di un'aspra discussione da cinque giorni negli Stati Uniti.
«La risposta è: niente rimpianti», ha dichiarato Obama, molto conciso, ai microfoni dell'emittente televisiva Nbc, che lo ha stuzzicato su questo argomento a margine della sua visita a una famiglia della middle class a Columbus (Ohio).

Obama ha difeso venerdì scorso il diritto di costruire una moschea vicino al sito delle Torri gemelle di New York, in nome della libertà di culto garantita dalla costituzione. Queste dichiarazioni hanno scatenato una tempesta mediatica e hanno sollevato le reazioni delle famiglie vittime degli attentati, mentre numerosi membri dell'opposizione repubblicana, tra in quali l'ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin, si sono gettati a capofitto sulla vicenda, accusando il presidente di non essere in sintonia con il resto della popolazione.

Anche alleati di Obama, come il capo dei democratici al senato Harry Reid, hanno preso le distanze da lui in questa vicenda, temendo le conseguenze di questa polemica sulla loro popolarità a due mesi e mezzo da elezioni molto importanti.
Da parte sua, l'influente presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, ha ritenuto che la sorte del progetto, a due isolati da «Ground Zero», sia legato a una «decisione locale». «La libertà di culto è un diritto garantito dalla costituzione. Il posto dove è allestito un luogo di culto dipende da una decisione locale», ha sottolineato in un comunicato.