Usa-Iran, ex capo Cia Hayden: attacco probabile
«Nonostante gli sforzi diplomatici, Teheran prosegue con il suo programma nucleare». Mottaki: «Pronti a discussioni su scambio combustibile»
WASHINGTON - Un attacco militare contro l'Iran da parte degli Stati Uniti non è mai stato tanto probabile come adesso. Lo ha affermato alla Cnn un ex capo della Cia, Michael Hayden spiegando che, a dispetto degli sforzi diplomatici americani, Teheran continua a portare avanti il suo programma nucleare.
Durante l'era Bush, ha spiegato Hayden, «un intervento militare era in fondo alle possibili opzioni». Ma adesso - ha aggiunto nel corso della trasmissione 'State of the Union' - «sembra inesorabile». «E sto cominciando a credere che non sia la peggiore di tutte le ipotesi possibili».
Nonostante gli avvertimenti e gli sforzi da parte della comunità internazionale, l'Iran sta cercando di raggiungere «quel gradino appena sotto l'arma nucleare», così da essere pronto, senza varcare la linea rossa: un evento tanto «destabilizzante per la regione, come se avesse davvero l'arma atomica».
«Noi votiamo nuove sanzioni. Loro vanno avanti. Noi cerchiamo un deterrente. Loro continuano ad andare avanti», ha concluso Hayden.
LA «CONFERMA» DI AHMADINEJAD - Gli Stati Uniti stanno preparando «uno scenario di guerra contro l'Iran» che comprenderà anche attacchi militari ad altri «uno o due Paesi in Medio Oriente». Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, citato dall'agenzia Mehr. Ahmadinejad ha chiamato in causa anche la Russia, accusando il presidente Dimitri Medvedev di avere dato «il segnale d'avvio» ad «un copione dell'Occidente scritto e diretto dagli Usa» quando, il 12 luglio scorso, ha affermato che Teheran e' «vicina ad avere il potenziale» per fabbricare una bomba atomica. «Non capisco perché - ha aggiunto Ahmadinejad - qualcun altro voglia pagare i costi per gli americani, che pagano sempre i loro costi dalle tasche degli altri». Il presidente iraniano non ha parlato di un attacco diretto al suo Paese. Secondo Ahmadinejad, invece, il «copione» preparato dagli americani prevede di «attaccare uno o due Paesi in Medio Oriente amici dell'Iran con l'aiuto dei Sionisti (Israele, ndr) per indebolire la determinazione della nazione iraniana». «Ma la nazione iraniana - ha affermato Ahmadinejad - manderà in frantumi centinaia di messe in scena propagandistiche come questa».
MOTTAKI - L'Iran è pronto ad avviare «immediatamente» delle trattative con le potenze occidentali, sui dettagli della proposta fatta in maggio di scambio di combustibile nucleare. Lo ha dichiarato oggi da Istanbul il capo della diplomazia iraniana, Manouchehr Mottaki.
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