3 agosto 2020
Aggiornato 11:00
Afghanistan

Conferenza donatori a Kabul per dare un futuro al Paese

Karzai deve presentare un calendario di assunzione di responsabilità

KABUL - Priorità dello sviluppo e avvenire del Paese, martoriato dalla guerra. Attorno a questi due grandi temi si riuniscono oggi a Kabul i rappresentanti di 70 Paesi donatori, una conferenza internazionale che dovrebbe segnare una nuova tappa nel processo di emancipazione del governo afgano, chiamato a guidare e a difendere da solo l'Afghanistan quando le truppe straniere si ritireranno definitivamente. Intanto però la città è in stato d'assedio e sono state già udite alcune esplosioni e colpi di mortaio.

Tutti guardano al 2014. Il presidente afgano, Hamid Karzai, presenterà un calendario di assunzione graduale delle responsabilità da parte dell'esercito e della polizia afgani. E cercherà di diventare il destinatario di una fetta più consistente dell'enorme flusso di denaro che arriva in Afghanistan.

Presentata come il più importante appuntamento internazionale mai organizzato nella capitale afgana, la riunione si svolgerà in un clima di massima allerta, con un dispiegamento impressionante di forze di sicurezza, afgane e straniere. Su internet è comparso un messaggio audio del numero due di Al Qaida, Al Zawahiri, di minacce al presidente americano a Barack Obama. A Kabul saranno presenti almeno una quarantina di ministri degli Esteri, l'Italia è rappresentata da Franco Frattini.

Ieri sera è arrivata nella capitale afgana anche Hillary Clinton, segretario di stato Usa, che ha già avuto un breve incontro con il presidente Karzai e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Quest'ultimo ha chiesto al governo in carica di presentare un piano concreto per «migliorare l'amministrazione del Paese, promuovere la riconciliazione e garantire la sicurezza».

Tutti esigono da Karzai delle garanzie sull'utilizzo di circa 200 milioni di dollari promessi per finanziare questo programma. Il governo afgano aspira a controllare entro un paio di anni almeno il 50% degli aiuti complessivi che verranno forniti all'Afghanistan. Dall'inizio dell'intervento militare internazionale, solo il 20% dei circa 40 miliardi di aiuti promessi sono passati per i canali di goveno.