2 dicembre 2021
Aggiornato 23:30
Emergenza ambientale

Obama chiede aiuto a James Cameron

Il regista di Titanic e Avatar è un esperto di riprese sottomarine. Il Presidente americano: «Più tasse a chi inquina»

NEW YORK - James Cameron salverà il Golfo del Messico della marea nera? Non è la trama del nuovo film del regista canadese, ma quello che gli americani sperano riesca a fare. Insieme a un gruppo di scienziati, il regista di Titanic e Avatar si è incontrato ieri con i dirigenti dell'Enviromental Protection Agency, l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente, per uno scambio di idee su come fermare l'enorme quantità di petrolio che sta ancora fuoriuscendo dalla piattaforma nel Golfo del Messico.
Cameron è stato interpellato in quanto esperto di riprese sottomarine e di tecnologie per dispositivi a distanza. Il regista per alcuni anni utilizzando speciali dispositivi ha esplorato i resti del Titanic, a circa 4 mila metri di profondità. Più di 20 scienziati, ingegneri e esperti hanno partecipato al meeting, presenti anche i rappresentanti dell'Energy Department, la Guardia Costiera e il National Oceanographic and Atmospheric Administration.

«CUT AND CAP» - Dopo che l'operazione Top Kill è fallita, l'iniezione di fango nelle perdita della conduttura, adesso anche la sega circolare usata per la nuova missione «Cut and Cap» è rimasta incastrata nel braccio mobile del pozzo, la British Petroleum non sa più cosa fare. La situazione è tragica, questa sembra essere davvero la più grande catastrofe ambientale mai affrontata finora in America.

OBAMA: «PIÙ TASSE A CHI INQUINA» - Per il presidente americano Barack Obama il disastro ecologico che si sta consumando nel Golfo del Messico dimostra che è più che mai necessario e urgente portare a termine la legislazione su energia e cambiamenti climatici, al momento arenata in Senato. Parlando dalla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Obama ha anche detto che è giunto il momento di rivedere le agevolazioni fiscali per le compagnie petrolifere e di cercare fonti di energia alternative.
Obama ha detto che il paese ha bisogno «di sforzi senza precedenti» per sviluppare fonti di energia pulite e si è appellato al Congresso affinché approvi il pacchetto sul clima che prevede una riduzione delle emissioni di gas serra del 17%, rispetto ai valori del 2005, entro il 2020. «Il voto potrebbe non essere immediato, ma mi aspetto che avvenga nei prossimi mesi», ha detto il presidente. La Camera dei Rappresentanti ha già apporvato il disegno di legge che invece ora si trova fermo al Senato per la mancanza di un accordo bipartisan sul testo.
Per Obama bisogna puntare sul gas naturale e l'energia nucleare e auspica di raccogliere miliardi di dollari mettendo fine alle agevolazioni finanziarie fin qui concesse alle compagnie petrolifere. Questo denaro verrebbe investito nella ricerca di energia alternativa.