18 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Emergency

Italiani arrestati, tensione tra Gino Strada e Governo

Oggi la diplomazia italiana incontra i tre volontari a Kabul

ROMA - Non ci sono novità rilevanti sulla sorte dei tre operatori italiani di Emergency arrestati in Afghanistan dopo il ritrovamento di armi e munizioni nell'ospedale dell'ong a Lashkar Gah. Una situazione che resta nebulosa, in attesa dell'incontro di questa mattina tra l'ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer, l'inviato speciale della Farnesina Attilio Iannucci e i tre prigionieri, trasferiti da Helmand nella capitale afgana.

In Italia, intanto, monta la polemica tra Gino Strada e il governo Berlusconi: il primo accusa le autorità italiane di uno scarso impegno per il rilascio di Marco Garatti, Matteo Dall'Aira e Matteo Pagani; il secondo, tramite il ministro Franco Frattini, rimprovera al fondatore di Emergency posizioni e dichiarazioni che «non aiutano l'azione diplomatica».

Intanto, mentre il presidente afgano Hamid Karzai ha ricevuto la lettera con cui il premier Silvio Berlusconi chiede una rapida soluzione della vicenda, si è appreso ieri che la manifestazione di Emergency di sabato prossimo a Roma sarà organizzata a Piazza San Giovanni. «Abbiamo ricevuto un numero di adesioni enormi, non era possibile ritrovarsi a Piazza Navona», ha detto Gino Strada.

Una testimonianza di solidarietà che arriva anche da lontano. Oltre 5.800 afgani del Panshir si sono recati in un ospedale locale di Emergency per firmare l'appello lanciato via internet dall'organizzazione non governativa.