4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Terremoto in Cile

In Cile Pinera presidente tra nuove scosse e allarme tsunami

Proclamato lo stato di catastrofe nella regione di O'Higgins

SANTIAGO DEL CILE - Il nuovo presidente cileno Sebastian Pinera si è insediato ufficialmente ieri per un mandato quadriennale, subentrando a Michelle Bachelet, in una cerimonia nel Parlamento di Valparaiso turbata - se non proprio sconvolta - da nuove forti scosse di terremoto che hanno creato attimi di tensione tra i diversi capi di Stato sudamericani presenti alla cerimonia. Alle 11.39 (ora locale, le 15.39 in Italia), pochi minuti prima del giuramento di Pinera, è stata avvertita una prima scossa di magnitudo 7,2 Richter, seguita da altre due scosse di magnitudo 6,9 e 6.

Conclusa la cerimonia l'edificio del Parlamento è stato sgomberato immediatamente, mentre l'Ufficio nazionale delle emergenze cileno (Onemi) ha diffuso in via preventiva un allarme tsunami lungo la costa. Il presidente, appena insediato, ha informato che le scosse di assestamento di oggi hanno provocato «danni significativi» nell'area di Rancangua, a sud della capitale Santiago.

«I danni occorsi a Rancagua sono danni significativi. In questo istante si stanno recando sul posto le nostre squadre di emergenza», ha detto Pinera secondo il sito del quotidiano El Universal. Secondo Radio Universidad de Chile, il neopresidente ha anche proclamato lo stato di catastrofe e dichiarato il coprifuoco nella regione di O'Higgins. «Avremo un primo rapporto sui danni nelle prossime ore», ha aggiunto Pinera.

Il Cile è stato colpito lo scorso 27 febbraio da un potente terremoto di magnitudo 8,8, che ha fatto 497 morti identificati e centinaia di dispersi. Pinera ha anche invitato la popolazione costiera a mettersi in salvo raggiungendo le zone in altura per evitare il rischio di onde anomale. Poco dopo anche il ministro dell'Interno Rodrigo Hinzpeter ha detto che l'allarme tsunami resterà in vigore fino a quando le autorità competenti lo riterranno necessario.

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