11 dicembre 2019
Aggiornato 17:00

Khamenei: «un pugno in bocca» ai nemici di Teheran

«L'Opposizione interna è strumento degli occidentali»

TEHERAN - Nemici esterni e opposizione interna dell'Iran continuano ad essere due facce della stessa medaglia per l'establishment della Repubblica islamica iraniana. L'Ayatollah Ali Khamenei oggi ha minacciato di assestare un «pugno in bocca» a Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele se l'opposizione scenderà in piazza il prossimo 11 febbraio per il 31esimo anniversario della Rivoluzione islamica.

Dopo aver definito i membri dell'opposizione «controrivoluzionari e strumenti dei nemici del Paese», Khamenei ha promesso alla nazione unità per la rivoluzione islamica li sconfiggerà. Gli iraniani «assesteranno loro un pugno in bocca per scioccarli», ha detto. L'opposizione, ha sottolineato, non fa parte del popolo iraniano. «Oggi è chiaro che coloro che stanno contro il grande lavoro fatto dalla nazione iraniana alle elezioni non fanno parte del popolo» dell'Iran.

L'opposizione sostiene che Mousavi sia il vincitore delle presidenziali del 12 giugno e che la vittoria del presidente Mahmoud Ahmadinejad sia il risultato di brogli di una dimensione senza precedenti. Le manifestazioni sono proseguite nonostante la dura repressione delle forze di sicurezza del regime nel corso delle quali centinaia di persone sono finite in manette. Il mese scorso, due persone sono state giustiziate e sentenze di morte sono state pronunciate anche a carica di altri nove daccusadi di esseri coinvolti nei disordini postelettorali di giugno.