15 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Esteri. Regno Unito

De Mowbray critica la storia ufficiale dell'Mi5

Il «cacciatore di talpe»: vi furono altre infiltrazioni del Kgb oltre a quelle scoperte

LONDRA - Stephen de Mowbray era un «cacciatore di talpe»: negli anni Sessanta aiutò a smascherare agenti infiltrati dal Kgb nei servizi segreti britannici, ma non riuscì a convincere i superiori dell'esistenza di altri traditori e rassegnò le proprie dimissioni dall'Mi5 nel 1979; dopo trent'anni, ha deciso di rompere il silenzio per commentare la storia ufficiale dei servizi segreti, che gli dedica un capitolo.

Come riporta il sito della Bbc, il capitolo in questione ha peraltro come sottotitolo «tendenze paranoiche» e De Mowbray - non indicato per nome - vi viene definito «il principale rappresentante della teoria della cospirazione».

Sta di fatto che molte operazioni condotte contro lo spionaggio russo - e di cui erano a conoscenza pochi alti dirigenti di Mi5 e Mi6 - fallivano in modo misterioso: le rivelazioni di un agente del Kgb che disertò nel 1961, Anatoli Golitsin, sembrarono indicare la «talpa» in Graham Mitchell, numero due dell'Mi5, o il suo superiore, Roger Hollis; entrambi vennero messi sotto sorveglianza per anni, senza che emergessero prove contro di loro.

Nel 1964 De Mowbray venne trasferito a Washington dove lavorò a stretto contato con Golitsin e il suo mentore nella Cia, James Angleton, il quale era convinto che il Kgb stava orchestrando una campagna per nascondere le sue reali capacità e l'entità della rete di agenti in Occidente: criticato per la ricerca di una inesistente talpa nell'Agenzia, venne in seguito licenziato.

La storia dei servizi pone l'accento sulle «tendenze paranoiche» di Golitsin, che lo resero più un danno che un aiuto per l'intelligence: De Mowbray non è affatto d'accordo e ritiene che le rivelazioni dell'ex agente abbiano portato a preziose informazioni; ma l'Mi5 «non aveva indagato come dovuto su di sé e non era in grado di farlo», motivo per cui De Mowbray, dopo anni di insistenza bussando anche alle porte dei politici, venne allontanato dalle indagini e finì per chiedere la pensione anticipata.

La versione ufficiale - rappresentata dalla storia dei servizi - è che non vi siano state altre infiltrazioni di alto livello nei servizi britannici, ma De Mowbray rimane convinto dell'esistenza di un segreto non ancora rivelato: «Quando me ne andai la maggior parte delle persone non si interessava della questione: forse mi sbagliavo, ma non credo».