25 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Terremoto ad Haiti

Caos e saccheggi a Port au Prince. La polizia spara

Gli italiani rimpatriati: «distruzione e cadaveri per la strada»

ROMA - A Port au Prince è il caos. La polizia haitiana ha aperto il fuoco su alcuni saccheggiatori in un mercato della capitale, uccidendo almeno uno di loro. In città è solo distruzione e cadaveri lungo le strade, così come testimoniato dai primi italiani rimpatriati e arrivati a Ciampino oggi. Ad Haiti scende a 12 il numero degli italiani che la Farnesina non riesce ancora a rintracciare. E intanto si continua a scavare ed ad estrarre dalla macerie dei superstiti: oggi altri tre haitiani sono stati estratti vivi da un supermercato crollato.

«Abbiamo lasciato distruzione, case crollate e tanti cadaveri lungo le strade. Soprattutto i primi giorni. Tanta gente che camminava in cerca di un riparo, ma non disperazione perchè gli haitiani sono forti», ha detto Matteo Menin, uno degli italiani rientrato dall'isola, volontario Onu, scampato al disastro dell'Hotel Cristofer aggiungendo: «Tornerò ad Haiti appena possibile per dar il cambio agli altri volontari italiani delle Nazioni unite rimasti».

A Ciampino, in tutto, sono arrivati da Haiti 13 italiani dopo il sisma del 12 gennaio scorso che ha devastato l'isola. Sono quattro famiglie, tra cui tre bambini e il loro gatto. Sull'aereo che li ha ricondotti in patria anche una donna in gravidanza e un anziano di 87 anni. Il Falcon del 31esimo stormo dell'aeronautica militare che li ha trasportati è atterrato pochi minuti prima di mezzogiorno all'aeroporto militare di Ciampino.

Port-au-Prince è una città fantasma. La gente è stremata ed è già cominciata la grande fuga da miseria e morte. Un esodo di massa soprattutto verso la Repubblica Dominicana, mentre si temono almeno duecentomila morti. In un paese rimasto di fatto senza guida, i cadaveri sono ovunque. Si teme fortemente per la rapida diffusione di epidemie e la consegna degli aiuti non è ancora entrata pienamente nel vivo.