11 agosto 2020
Aggiornato 23:30
Terremoto ad Haiti

Obama: «sforzo storico». Rientrano i primi italiani

Per tre si teme il peggio: due lavoravano per le Nazioni Unite. Si temono saccheggi ed epidemie

PORT AU PRINCE - A Port-au-Prince regna il caos ed il timore, ora, è per epidemie e rivolte per un paese rimasto, di fatto, senza guida dopo la catastrofe del 12 gennaio, che ha provocato almeno 200mila morti. E oggi rientrano i primi italiani: una quindicina di connazionali che hanno chiesto di essere rimpatriati sono attesi a Ciampino in mattinata. Ad Haiti rimangono 13 italiani di cui non si hanno notizie. Per tre si teme il peggio: due lavoravano per le Nazioni Unite e una persona ancora sotto le macerie di un supermercato.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha convocato alla Casa Bianca gli ex presidenti Bill Clinton e George W.Bush, perchè - ha detto - la «catastrofe» che ha colpito Haiti «richiede uno storico sforzo per portare aiuti». I due ex presidenti hanno accettato di guidare il «Fondo Clinton-Bush per Haiti», ha annunciato Obama, ricordando che i suoi due predecessori hanno esperienza di situazioni simili: Bush, per aiutare le vittime dello tsunami del sud est asiatico a fine 2004 e Clinton nel ruolo di supervisore per ristabilire la democrazia ad Haiti durante l'intervento dell'esercito americano nel Paese nel 1994.

La situazione a Port-au-Prince è tragica: la capitale appare come una città fantasma, con cadaveri sparsi ovunque. In città mancano acqua, cibo, medicine, assistenza sanitaria, corrente elettrica. Gli ospedali, quelli rimasti parzialmente intatti, sono pieni e non accettano più feriti. E adesso si temono saccheggi, rivolte popolari ed epidemie. Il governo di Haiti calcola che il bilancio del sisma, quello ancora non ufficiale, potrebbe già essere di 200.000 vittime. Oltre 15mila cadaveri sono stati ammassati e seppelliti; sono almeno 250.000 i feriti, un milione e mezzo gli senza tetto.

Migliaia di haitiani tentano di lasciare Port-au-Prince, capitale in rovina, dove le truppe americane hanno cominciato a distribuire aiuti umanitari. Per questi haitiani, l'unica soluzione è di fare appello all'ospitalità di un parente o di un amico che viva in una regione meno coinvolta dal sisma. Ma il terremoto non ha risparmiato la provincia. L'Onu, che parla della peggior catastrofe mai affrontata, ha annunciato che circa il 90% degli edifici della città di Leogane, ad ovest della capitale, sono stati danneggiati. In questa città di 134.000 abitanti, fra 5.000 e 10.000 persone, secondo la polizia locale, sono state uccise dal sisma.