16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Afghanistan. Missione ISAF

Kabul difende Italia contro Times che rilancia accuse

Per il Ministero degli esteri afgano: «Accuse false e irresponsabili», ma per il giornale britannico «è scandalo»

KABUL - Le informazioni pubblicate dal Times di Londra secondo cui i servizi segreti italiani avrebbero pagato capi talebani per evitare attacchi alle truppe italiane sono «prive di fondamento e irresponsabili». Così il ministero degli Esteri afgano ha difeso l'operato dell'Italia nel paese asiatico, dopo la polemica scoppiata con il quotidiano londinese.

«L'Italia - precisa il ministero in un comunicato - è uno dei paesi del mondo che si sta sforzando per assicurare con efficacia sicurezza, ricostruzione e lotta al terrorismo» e Kabul «non ha dubbi sul fatto che l'Italia manterrà il suo prezioso sostegno nella lotta al terrorismo».

Ma il Times ha rilanciato anche ieri, scrivendo che il governo americano ha ammesso che la questione dei pagamenti «era stata sollevata con gli italiani» già l'anno scorso. Il giornale britannico torna sull'argomento anche con un editoriale «The Italian Job», in cui sostiene che «la strategia italiana in Afghanistan «è uno scandalo». Non per le «mazzette» in sé, perché anzi «è ragionevole, e possibilmente anche lungimirante per le forze della coalizione usare stimoli economici per dividere il nemico islamista», come è avvenuto in Iraq. Bensì perché «è ingiustificato e pericoloso per una nazione all'interno della coalizione perseguire una strategia unilaterale senza consultare i suoi alleati».

Lo «scoop» del giornale inglese ha suscitato forti proteste del mondo politico italiano: il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva definito «spazzatura» le notizie del Times, e anche il presidente del Copasir Francesco Rutelli aveva criticato ieri il quotidiano britannico: «E' un'accusa irresponsabile, smentita dal governo precedente, il Governo Prodi, e dall'attuale».

L'accusa del Times in sostanza è che quando la Francia ha sostituito l'Italia nel controllo della zona di Sarobi, Roma non avrebbe avvertito Parigi del suo sistema per 'ammorbidire' gli insorti. Così i francesi, che credevano di entrare in una zona pacifica, hanno riportato in un solo mese 10 morti e 21 feriti.

Ma finora Parigi, per bocca del ministro della Difesa Hervé Morin, ha affermato di non avere motivi per dubitare della smentita italiana.