24 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Medio Oriente. Iran

Tornano voci su morte Khamenei, Paese in fibrillazione

E' la Guida suprema della rivoluzione islamica. Ma l'Ambasciatore in Armenia ha smentito la notizia

TEHERAN - Da ieri, la popolazione iraniana è in fibrillazione. Questa volta non si tratta però di manifestazioni ma della morte - smentita oggi dall'ambasciatore della repubblica islamica in Armenia - di Ali Khamenei, il personaggio più importante del regime di Teheran.

All'origine di questa voce, rapidamente alimentata dai blog e dal social network Twitter, c'è un articolo scritto dal neoconservatore americano Michael Ledeen e pubblicato su «Pajamas Media». Dal titolo «Khamenei sarebbe in coma», il pezzo fa affidamento a una «fonte iraniana».

Secondo molti siti internet dell'opposizione in esilio, la guida suprema iraniana avrebbe perso conoscenza e sarebbe stata immediatamente ricoverata in ospedale il 12 ottobre verso le 14, ora di Teheran. Solo suo figlio e i suoi medici - scrivono - sarebbero stati autorizzati a rendergli visita in ospedale.

Indiscrezioni che non sono, ovviamente, verificabili. Non è però la prima volta che il mondo di internet cerca di «seppellire» Khamenei in anticipo. Lo stesso Michael Ledeen annunciò già la sua morte nel gennaio 2007. Alla guida suprema iraniana, non è un segreto, è stato diagnosticato da tempo un cancro alla prostata. Ma contrariamente alle notizie diffuse, ad esempio, dal sito «Anti-Mullah», gli edifici non sono tutti addobbati di nero in segno di lutto.

Attenzione ai «si dice», avverte il quotidiano britannico The Guardian. In Iran, ricorda uno dei suoi giornalisti, le voci sono un esercito.