11 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Nessuna richiesta «formale» di rinforzi

La Casa Bianca e i rinforzi per l'Afghanistan

Obama: «Prima dei rinforzi bisogna risolvere il nodo strategico»

NEW YORK - La questione degli eventuali rinforzi da mandare in Afghanistan è ancora aperta. La Casa Bianca ribadisce come dai generali americani non ci sia stata nessuna domanda «formale» di nuove truppe. «Formalmente non c'è stata una richiesta e la politica è ancora quella lanciata dal presidente a marzo, che oltre all'invio di nuove truppe ha rilanciato anche la strada diplomatica», spiegano ad Apcom fonti della Sicurezza Nazionale.

McChrystal: «Senza rinforzi un fallimento» - Gli ufficiali americani non avrebbero cioè avanzato la domanda di un numero concreto di truppe anche se appare oramai altamente probabile che la richiesta è destinata ad arrivare nelle prossime settimane. Il comandante in capo delle forze Nato, Stanley McChrystal, ha chiarito infatti che senza rinforzi il conflitto «sarà un fallimento». L'allarme è arrivato nelle ultime ore dai dettagli del rapporto stilato da McChrystal a fine agosto e esaminato dal presidente Barack Obama negli ultimi giorni.

I talebani: nemico forte e sofisticato - Il comandante delle forze americane e Nato in Afghanistan, d'altronde, parla di un governo - quello afgano - malato di corruzione e di una coalizione internazionale messa in grave difficoltà da tattiche che, di fatto, allontanano la popolazione civile. McChrystal fornisce poi nuove dettagliate informazioni sui talebani, che definisce come un nemico forte e sofisticato che usa sistemi moderni di propaganda e raggiunge le prigioni per reclutare adepti o, addirittura, programmare i suoi attacchi.

Obama: «Prima la questione strategica» - «La politica resta quella spiegata domenica dal presidente», proseguono dalla Casa Bianca sottolineando come l'obiettivo strategico della missione sia quello di sconfiggere i terroristi. «Non voglio esaminare la questione delle risorse prima di quella strategica», ha spiegato ieri Obama alla Cnn, «la domanda da farsi adesso è se stiamo facendo la cosa giusta e se andiamo nella giusta direzione».

Per i Generali servono 30/40 mila uomini - Il braccio di ferro è destinato a farsi più spinoso per il presidente poiché da tempo è attesa la richiesta ufficiale che secondo gli analisti arriverà prima della fine dell'anno. La stessa Cnn aveva annunciato giovedì scorso che i generali americani a Kabul avrebbero già preso la loro decisione e che si appresterebbero a chiedere tra i 30 e i 40 mila uomini per dare una svolta alle operazioni, in stallo da mesi.

Frattini: «Anche il Governo di Kabul deve dare» - A proposito della conferenza dei ministri degli Esteri del G8 che presiederà il prossimo 23 settembre a New York, Frattini afferma che si tratta di una tappa verso la conferenza di stabilizzazione di Kabul sull'Afghanistan : «Alla conferenza saremo lì come ministri degli Esteri, per dare un segno dell'impegno di tutta la comunità internazionale», ha detto auspicando che in quell'occasione si possa inviare un chiaro messaggio a Kabul: «E' arrivato il momento in cui anche il governo di Kabul deve dare, lottando contro la corruzione, rilanciano l'economia e formando la polizia. Tutto quello che serve affinché le autorità afgane riprendano il controllo del Paese».