20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Esteri. Emirati Arabi

Sventato un attentato alla Torre di Dubai

Decine di arresti nell'ultimo mese e mezzo, sospetti sull'Iran

DUBAI - Un aereo contro la Torre di Dubai (Burj Dubai). E' l'attentato che i servizi segreti degli Emirati Arabi sono riusciti a sventare, un mese e mezzo fa, e di cui oggi danno per la prima volta notizia i giornali mediorientali. I primi otto sospetti erano stati arrestati immediatamente quando fu scoperto il complotto, mentre più di recente - scrive il quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth' - sarebbero state fermate altre 45 persone, fra cui la maggior parte palestinesi e libanesi.

Il piano dei terroristi era quello di abbattere il grattacielo più alto del mondo (160 piani, ma dovrebbe arrivare a 162 per quasi 820 metri di altezza), prima della sua inaugurazione prevista per la fine del 2009. Gli inquirenti, spiega lo Yedioth Ahronoth, sospettano che l'attacco avesse la regia dell'Iran anche se non si esclude che dietro ci potessero essere Al Qaida o gruppi estremisti dell'Arabia Saudita.

La vicenda è iniziata un mese e mezzo fa, quando il quotidiano kuwaitiano 'al-Jareeda' riferì dell'arresto di otto sospetti da parte dell'intelligence degli Emirati in relazione a un «commando armato affiliato con uno dei paesi della regione, che operava nel Ras al-Khaima», uno dei sette emirati che compongono gli Eau nell'estremo nord del Paese, che si affaccia sul Golfo Persico. Durante gli interrogatori dei sospetti, tenuti rigorosamente top secret, era emerso che stavano organizzando l'attentato aereo contro la Torre di Dubai.

Le autorità degli Emirati non l'hanno mai detto esplicitamente, ma i loro sospetti si addensano su Teheran. E, come svela oggi Yedioth Ahronoth nella sua edizione online, è possibile che il velivolo scelto per l'operazione sarebbe decollato da una pista aerea non ufficiale proprio in Iran. Dubai però ha preferito far passare l'intera vicenda sotto il silenzio per non alimentare le tensioni con gli iraniani (che hanno forti interessi negli Emirati e in particolare nel Ras al-Khaima), fino alle rivelazioni odierne da parte dei media israeliani.