17 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Il bilancio è di almeno quattro poliziotti rimasti uccisi

Scia d'attentati kamikaze in Cecenia: 4-5 morti

Terroristi-suicidi in bicicletta seminano morte a Grozny

MOSCA - Questa volta non è stato necessaria un'auto o un furgoncino, come nel sanguinoso attentato in Inguscezia cinque giorni fa. Sono bastate delle biciclette per portare a segno due attentati suicidi per le strade della capitale cecena, Grozny. Il bilancio è di almeno quattro poliziotti rimasti uccisi, ma la rete televisiva Ntv parla di cinque morti.

Le esplosioni in Cecenia di oggi vanno a innestarsi su una lunga scia di attentati che segnano una recrudescenza dei conflitti indipendentisti nella regione del Caucaso settentrionale, una delle più instabili della Russia.

Lunedì nella città di Nazran, in Inguscezia, un'autobomba s'è scagliata contro la centrale di polizia, facendo un massacro di poliziotti: 25 i morti. Nello stesso giorno, in Siberia, c'è stata la catastrofe della centrale idroelettrica di Sayano Shunshenskaya, in cui sono morte decine di persone. Un evento che potrebbe essere collegato alla vicenda cecena, se si desse retta a una rivendicazione pubblicata oggi su un sito internet da parte di sedicenti militanti della «Brigate dei martiri Riyadus Salikhin», un tempo comandate dall'ormai defunta «mente» cecena della strage di Beslan Shamil Basaev. Ma Mosca ha smentito recisamente ogni collegamento, affermando di non avere alcuna prova che dietro la strage della centrale vi sia una mano terroristica.

Nello stesso comunicato, pubblicato dal sito internet Kavkazcenter.com, Riyadus Salikhin ha rivendicato anche la strage di Nazran di lunedì, mentre in passato si era attribuita la maternità dell'attacco contro il presidente inguscio Yunusbek Yevkurov, rimasto gravemente ferito, ma vivo. Oggi il leader inguscio è tornato al lavoro, nel pieno delle sue funzioni.

La situazione del Caucaso settentrionale preoccupa Mosca. Proprio oggi il presidente Dmitri Medvedev ha riunito a Soci ha i membri permanenti del Consiglio di sicurezza russo per discutere di misure antiterrorismo, secondo quanto ha riferito il servizio stampa del Cremlino. All'incontro, in cui sì parlato tra l'altro di misure per neutralizzare l'ondata terroristica nella regione, hanno partecipato alcuni dei più importanti esponenti del potere russo: il presidente del Consiglio della Federazione Sergei Mironov, il presidente della Duma Boris Gryzlov, il capo dello staff presidenziale Sergei Narishkin, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il direttore dell'Fsb Alexander Bortnikov, il segetario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrishev e il capo del servizio d'intelligence esterno (Svr) Mikhail Fradkov. E, rispetto agli attentati di Nazran, dove sono continuati nei giorni e scorsi e oggi singole uccisioni di poliziotti, il leader del Cremlino ha chiesto nei giorni scorsi un'inchiesta approfondita, che smascheri anche eventuali «tradimenti».