7 agosto 2020
Aggiornato 20:00
«Le controverse origini di Barack Obama»

Falso il documento dei «birthers» contro Obama

Si tratta del certificato di nascita di un uomo australiano

NEW YORK - Le controversie sulle origini di Barack Obama, alimentate da alcune fazioni repubblicane, i cosiddetti «birthers», hanno subito una pesante battuta d'arresto. Forse definitiva. Il documento che avrebbe dovuto provare la loro teoria, ovvero la nascita di Obama in Kenya e non alle Hawaii, e dunque la sua impossibilità ad essere eletto presidente, si è dimostrato completamente fasullo. Si tratta della copia modificata di quello di un australiano, David Bomford, funzionario pubblico ad Adelaide. Bomford aveva postato il documento sul sito di alberi genealogici di un suo amico.

L'uomo è rimasto sorpreso da tutta la vicenda; ha commentato incredulo: «Mi riesce difficile credere che la foto di un signore con i capelli grigi di Adelaide sia stata usata per screditare l'uomo più potente del mondo». E ha aggiunto:» non sapevo nulla dei birthers, nè delle loro teorie».

Il falso documento di nascita kenyano, spiega Bomford, conteneva i suoi dettagli personali ed è stato chiaramente creato usando il suo certificato australiano. «E' palesemente una copia del mio certificato. Tutta questa storia mi fa ridere, è una buffonata».

Il dibatto in corso negli Stati Uniti sulla nascita di Barack Obama sfiora la paranoia. Ed è diventato una tema che ha il suo peso politico. Secondo un sondaggio di Politico.com, il 54% degli elettori repubblicani dubita che il presidente americano sia nato alle Hawaii. E' convinto che le sue origini siano kenyane.

La «cospirazione» dei birthers è cominciata un anno fa quando i sostenitori di Obama hanno pubblicato online il certificato di nascita del presidente, rilasciato dall'anagrafe delle Hawaii. L'intento era proprio quello di sfatare il mito delle sue origini africane; il risultato è stato opposto: non ha fatto altro che alimentare le polemiche. I birthers hanno replicato: «Quella è una copia al computer: perché non ci fate vedere l'originale?».