4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
Panico nel Magreb

Algeria: autorità denunciano 50 casi peste

I casi segnalati lungo il confine con la Libia

ALGERI - «Panico» nei paesi nord africani del Magreb a seguito dell'annuncio delle autorità algerine della scoperta di almeno 50 casi di persone infette di pesta bubbonica. Lo ha riferito oggi il quotidiano palestinese al Quds al Arabi che riporta quanto segnalato dalle autorità sanitarie algerine citate dai quotidiani el Shoruq, algerino, e al Alam, marocchino.

Belqassem Salim, il funzionario del ministero della Salute algerina che ha parlato alla stampa locale della scoperta dei casi lungo il confine orientale con la Libia, ha aggiunto: «stiamo seguendo l'evoluzione della diffusione dell'epidemia anche in Libia, e i centri di controllo sanitario lungo i confini terrestri sono pronti per impedire l'ingresso di persone infette sul suolo della Patria». Ma, gli osservatori ritengono che a causa del lungo confine tra i due paesi, il timore della propagazione della malattia «è alto anche per i continui spostamenti nel deserto delle carovane beduine».

Il giornale arabo edito a Londra riferisce oggi delle «eccezionali misure di prevenzione» adottate, oltre che da Libia e Algeria, anche dalle autorità sanitarie di Egitto, Tunisia e Marocco.

Probabilmente non esiste alcun legame, ma lo scorso gennaio il tabloid britannico Sun, citando fonti della sicurezza Usa, aveva riferito di quaranta militanti che avrebbero perso la vita in una base di al Qaida a seguito di un test con il batterio della pesta conclusosi in modo drammatico. Secondo le indiscrezioni del Sun, le potenti antenne della Nsa ? l'agenzia che sorveglia le comunicazioni ? avrebbero intercettato un colloquio tra i qaedisti nordafricani e i loro referenti nell'area tribale pachistana. Al centro dei contatti sarebbe stata la necessità di «isolare» l'area di un campo nella regione di Tizi Ouzou (est dell'Algeria) per impedire ulteriori contaminazioni.

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