29 agosto 2025
Aggiornato 19:00
Missione ISAF

Afghanistan, Rapporto strage Farah: uccisi «alcuni civili»

Risultati preliminari dell'inchiesta americano-afgana

KABUL - La strage di Farah in Afghanistan ha ucciso «un certo numero di civili»: è quanto afferma il rapporto preliminare dell'inchiesta americano-afgana sul massacro avvenuto nella provincia meridionale dell'Afghanistan fra lunedì e martedì a causa di un raid aereo statunitense. Secondo testimoni locali però i morti sono oltre 100, forse fino a 150, fra combattenti talebani, e donne, bambini e anziani che avevano cercato rifugio dagli scontri in un edificio centrato dai bombardamenti.

La squadre dell'inchiesta congiunta conferma che «un certo numero di civili è stato ucciso nel corso dei combattimenti, ma non è in grado di determinare con esattezza l'identità dei morti, fra cui si trovavano talebani e non combattenti» afferma un comunicato, «perché i corpi sono stati tutti sepolti».

Gli Stati Uniti hanno ammesso quasi subito la loro responsabilità nella vicenda, tanto che il segretario di Stato Hillary Clinton ha espresso giorni fa il suo «Profondo, profondo rammarico»; tuttavia ieri la portavoce militare statunitense, Elizabeth Mathias, ha affermato che «Gli investigatori e il personale sul terreno ritengono che il numero delle vittime sia stato esageratamente sovrastimato», riferendosi alle notizie sulla morte di almeno 147 civili nei combattimenti e bombardamenti.

Secondo fonti citate dal New York Times e dalla Cnn, l'inchiesta sul bombardamento nella provincia di Farah confermerà comunque le responsabilità dell'aviazione Usa. «Almeno una parte delle vittime è stata causata dal bombardamento», ha ammesso un ufficiale del Pentagono al quotidiano newyorkese.

La cifra di oltre 100 morti è giunta dalla polizia afgana secondo cui molte donne e bambini sono rimasti uccisi nei bombardamenti a Bala Baluk, nella provincia di Farah sotto comando italiano. Secondo l'esercito Usa, comunque, i combattenti talebani hanno utilizzato abitazioni di civili per proteggersi dagli attacchi delle truppe americane e della coalizione. Le perdite civili «sono sempre una possibilità quando si conduce un'attività contro i ribelli», ha spiegato ieri la portavoce. «Siamo qui per proteggere la popolazione civile e prendiamo ciò molto seriamente. L'ultima cosa che vogliamo è che civili innocenti siano feriti o uccisi», ha garantito.

Il segretario alla Difesa Robert Gates, in viaggio in Afghanistan, aveva detto da parte sua di essere in possesso di informazioni che tengono conto di «talebani che lanciano granate nelle case per fare vittime civili e respingere gli attacchi degli Stati Uniti».

A Farah, la capitale dell'omonima provincia, centinaia di manifestanti hanno organizzato l'altro ieriun corteo di protesta contro i raid Usa, che è stato poi disperso dalla polizia. «Alcuni mullah che hanno studiato nelle madrasse iraniane hanno spinto alla violenza. I manifestanti hanno lanciato pietre su edifici governativi. La polizia ha provato a disperdere la folla, ma sono state lanciate pietre contro gli agenti, che hanno sparato in aria», ferendo almeno tre persone, ha indicato il vice-governatore di Farah, Mohammad Younus Rasouli.

Nel 2008, 2.118 civili sono stati uccisi in bombardamenti, esplosioni e scontri a fuoco in Afghanistan secondo le ultime stime diffuse dalle Nazioni Unite.