21 agosto 2019
Aggiornato 19:30

Obama rompe con Bush: no cerimonia in Giornata Preghiera

Ci sarà una proclamazione. Il presidente «pregherà in privato»

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama rompe per l'ennesima volta con l'era Bush, questa volta però in materia religiosa. Obama ha deciso infatti di non organizzare alcun evento pubblico alla Casa Bianca domani 7 maggio, in occasione del «National Day of Prayer«, ovvero della Giornata Nazionale della Preghiera (che in America si ricorda il primo giovedì del mese di maggio). Di certo, la decisione non piacerà ai religiosi americani più osservanti; e lo scoppio dell'ennesima polemica contro il presidente Usa Barack Obama è testimoniato dalla stessa rete televisiva Fox News che, inquadrando la Casa Bianca, sottotitola: «Amen, Adieu«.

«Ci sarà una proclamazione, come è stato fatto in molti governi del passato«, ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs; ma, per l'appunto, non ci sarà alcun evento pubblico, nessuna cerimonia. La differenza con il governo di Bush è notevole, visto che in tutti i suoi otto anni di presidenza, George W. Bush ha ricordato sempre la Giornata Nazionale della Preghiera invitando leader spirituali e personaggi di spicco della comunità evangelica nella East Room.

«La preghiera è qualcosa che il presidente (Obama) onora ogni giorno - ha detto Gibbs, difendendo la scelta - Obama pregherà dunque privatamente, come fa ogni giorno».

Immediato il commento di Shirley Dobson, presidente della National Day of Prayer Task Force, che per gli ultimi otto anni è stata sempre invitata alla cerimonia della Casa Bianca insieme a suo marito. «Siamo delusi dalla mancanza di partecipazione da parte del governo Obama - ha detto - In questo momento della storia del nostro paese, speravamo che il nostro presidente comprendesse più profondamente l'importanza della preghiera«.

La Giornata Nazionale della Preghiera fu creata dal Congresso degli Stati Uniti nel 1952, ed è considerata un giorno in cui i cittadini americani si raccolgono a pregare, soprattutto per il loro paese.

L'ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan stabilì poi che l'evento venisse celebrato il primo giovedì del mese di maggio.