20 ottobre 2021
Aggiornato 20:30
I dati dell'Istat

Lavoro, dipendenti in crescita nel secondo trimestre. Traino da servizi e costruzioni

L'input di lavoro, misurato in termini di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, è aumentato sia su base trimestrale (+3,2% rispetto al I trimestre) sia su base annua (+18,3% rispetto al II trimestre 2020)

Lavoro, dipendenti in crescita nel secondo trimestre. Traino da servizi e costruzioni
Lavoro, dipendenti in crescita nel secondo trimestre. Traino da servizi e costruzioni Pixabay

Nel secondo trimestre l'input di lavoro, misurato in termini di Ula (unità di lavoro equivalenti a tempo pieno), aumenta sia su base trimestrale (+3,2% rispetto al I trimestre 2021) che su base annua (+18,3% rispetto al II trimestre 2020). Lo stesso andamento si osserva per il Pil, in aumento rispettivamente di +2,7% e +17,3%. Anche l'occupazione mostra una crescita congiunturale e tendenziale. E' quanto rileva la nota trimestrale sulle tendenze dell'occupazione di Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal.

Su base congiunturale, la crescita dei dipendenti si osserva in termini sia di occupati (+1,7%, Istat, rilevazione sulle forze di lavoro) che di posizioni lavorative del settore privato extra-agricolo (+0,6%, Istat, rilevazione Oros). Per queste ultime l'aumento è il risultato di una crescita che è lieve nell'industria in senso stretto (+0,3%, +11 mila posizioni), leggermente più significativa nei servizi (+0,5%, +42 mila posizioni) e più marcata nelle costruzioni (+3,2%, +30 mila posizioni).

I dati del ministero del Lavoro tratti dalle comunicazioni obbligatorie rielaborate evidenziano un'ulteriore e più intensa crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+153mila negli ultimi tre mesi; era +63mila nel primo trimestre 2021), sintesi di un rallentamento dell'aumento di quelle a tempo indeterminato (+42mila; era +135mila nello scorso trimestre) e della ripresa delle posizioni a tempo determinato (+111mila; era -71mila lo scorso trimestre). Nel secondo trimestre 2021 le attivazioni di rapporti di lavoro alle dipendenze sono state 2 milioni 163mila (+3,5% in tre mesi) e le cessazioni 2 milioni 10mila (-0,9%).

In termini tendenziali, l'occupazione dipendente è in aumento in termini sia di occupati (+3,1%) che di posizioni lavorative dei settori dell'industria e dei servizi (+3,6%). I dati delle comunicazioni obbligatorie, che includono tutti i settori di attività economica, mostrano una crescita delle posizioni lavorative (+754mila rispetto al secondo trimestre del 2020), concentrato nelle costruzioni e nei servizi (in particolare nei comparti dell'istruzione e dei servizi alle famiglie). Anche i dati dell'Inps-Uniemens, che hanno un diverso perimetro di osservazione, registrano una sostenuta crescita delle posizioni lavorative (+677mila in una anno).

Su base annua, tra le posizioni lavorative a tempo indeterminato prosegue la crescita, seppur in lieve rallentamento, sia nei dati delle comunicazioni obbligatorie (+361mila in un anno; era +384mila nel primo trimestre 2021) che in quelli dell'Uniemens (+181mila e +205 mila rispettivamente). La dinamica delle posizioni a tempo determinato torna positiva nei dati delle comunicazioni obbligatorie (+394mila; era -31mila nel primo trimestre 2021) e, soprattutto, nei dati Uniemens riferiti alle sole imprese private (+496mila unità; era -13mila lo scorso trimestre) che registrano la situazione a fine periodo e comprendono anche il lavoro in somministrazione e intermittente.

Il lavoro indipendente, secondo la rilevazione sulle forze di lavoro (Rfl), pur presentando un aumento in termini congiunturali (+33mila occupati, +0,7%), continua a diminuire su base annua (-21mila occupati, -0,4%). Nei dati Rfl, in termini congiunturali, la sostenuta crescita dell'occupazione (+338mila, +1,5%) si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi di 15-64 anni. Su base tendenziale l'aumento degli occupati (+523mila unità, +2,3%) e delle persone in cerca di occupazione (+514mila, +27%) si accompagna al marcato calo degli inattivi (un milione 253mila in meno rispetto al secondo trimestre 2020).

Considerando le comunicazioni obbligatorie, nel secondo trimestre 2021 il 35,1% delle posizioni lavorative attivate a tempo determinato ha una durata prevista fino a 30 giorni (+9,2 punti rispetto al secondo trimestre 2020), il 37,3% da due a sei mesi (-1,8 punti in un anno) e lo 0,6% supera un anno. Nel complesso, la quota delle durate brevi sul totale dei contratti a termine attivati nel trimestre è sensibilmente aumentata rispetto al 2020, tornando più simile ai valori precedenti la pandemia.

Dopo un calo ininterrotto dal primo trimestre del 2019 al terzo del 2020 e la ripresa a partire dal quarto 2020, nel secondo trimestre il numero dei lavoratori in somministrazione presenta una accelerazione della crescita portandosi a 435mila unità (+122mila, +39% nei dati Inps-Uniemens). Anche il numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti, dopo cinque trimestri di calo consecutivo, torna a crescere in modo sostenuto (+73mila, +63,8% rispetto all'analogo trimestre del 2020 nei dati Inps-Uniemens) attestandosi a 187mila unità.

Nei primi sei mesi del 2021 il contratto di prestazione occasionale è rimasto in linea con i valori del 2020 coinvolgendo mediamente, ogni mese, circa 13mila lavoratori (19mila in media mensile nel 2019). Nello stesso periodo del 2021 il libretto famiglia registra un valore medio mensile di circa 26mila prestatori. Il numero di lavoratori pagati con i titoli del libretto famiglia, a seguito delle disposizioni del bonus baby-sitting 2020, da marzo 2020 aveva avuto un progressivo aumento fino a superare le 300mila unità a giugno 2020. Da settembre il numero mensile era sceso a circa 11mila, ritornando in linea con i livelli del 2019. L'inversione di tendenza registrata nel 2021 è dovuta alle nuove norme del Dl 30/2021.

(con fonte Askanews)