22 settembre 2021
Aggiornato 23:00
Convegno della CGIL a Genova

Cingolani: «Il prossimo trimestre la bolletta elettrica aumenterà del 40%»

Il Ministro della transizione ecologica: «Se l'energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono competitività e i cittadini faticano ulteriormente per pagare beni primari come l'elettricità»

Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani
Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ANSA

GENOVA - "La transizione ecologica non può essere fatta a spese delle categorie vulnerabili». Lo ha detto il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenendo ad un convegno della Cgil a Genova. «Lo scorso trimestre - ha ricordato Cingolani - la bolletta elettrica è aumentata del 20% e in questo aumenterà del 40%. Se l'energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono competitività e i cittadini, soprattutto quelli con un reddito medio-basso, faticano ulteriormente per pagare dei beni primari come l'elettricità in casa».

«Queste cose - ha sottolineato il ministro - vanno considerate perché sono egualmente importanti rispetto alla transizione ecologica. Finché io avrò l'onore e l'onore di occupare questa posizione farò di tutto perché le due cose non vengano mai scisse».

«Non esiste la transizione ecologica - ha aggiunto Cingolani - se non c'è anche quella sociale. Dobbiamo ricordarci che c'è una transizione sociale che deve andare di pari passo alla transizione ecologica. Bisogna essere molto realisti: non possiamo pensare di fare la transizione ecologica non curandoci del fatto che centinaia di migliaia di famiglie possano rischiare qualcosa. Dobbiamo essere bravi a gestire questa operazione che non è solo ambientale, ma anche di tipo sociale».

«Secondo me - ha concluso - il programma italiano è strutturato in maniera sostenibile e intelligente da questo punto di vista. Non è solo un problema difficilissimo di natura ambientale, ma anche di modello sociale che stiamo cambiando. L'agenda che abbiamo fatto secondo me va bene, dobbiamo solo portarla avanti».

«Accelerare transizione ecologica, non c'è piano B»

Il limite di «1,5 gradi di aumento della temperatura è il target da raggiungere e non c'è piano B. E' uscito il bando per il progetto porti verdi - ha ricordato il ministro - usciranno quelli sulle isole verdi e presto quelli sull'economia circolare per i nuovi impianti e la trasformazione dei rifiuti. Stiamo lavorando moltissimo sulla parte di elettrificazione perché il messaggio fondamentale da dare è che la transizione dobbiamo farla prima possibile, riuscendo a trasformare l'energia elettrica in rinnovabile. Quindi dobbiamo portare la quantità di energia elettrica prodotta oltre il 70% verso rinnovabili».

«E' chiaro - ha aggiunto Cingolani - che se ora trasformiamo in elettrico una macchina o un forno, ma produciamo elettricità bruciando carbone, non è una soluzione. Questa transizione è la cosa da accelerare di più. Stanno partendo anche i bandi su ambiente, recupero idrogeologico e l'acqua. Nei prossimi mesi avremo una cadenza costante di nuovi programmi che partono in base al Pnrr. Dobbiamo essere velocissimi - ha concluso il ministro - e speriamo anche che la semplificazione burocratica funzioni, quella che abbiamo fatto col decreto semplificazioni per poter fare tutto in maniera puntuale».

«Italia decuplichi installazione impianti rinnovabili»

«Ogni anno dobbiamo alzare l'offerta di energia elettrica rinnovabile. Ogni anno dobbiamo mettere 8 gigawatt di impianti rinnovabili nuovi e oggi ne stiamo mettendo solo 0,8 gigawatt. Quindi dobbiamo decuplicare la nostra capacità di installare impianti rinnovabili».

«2 miliardi per 50 nuovi impianti economia circolare»

«Lanceremo un grande programma da oltre 2 miliardi per una cinquantina di nuovi impianti di economia circolare, sfruttamento rifiuti eccetera. I progetti migliori vinceranno. C'è ampio margine per tutti, non tutte le città che abbiamo hanno problemi di impianti. Devono essere progetti innovativi - ha aggiunto Cingolani - concepiti per essere veramente per il futuro. Direi ottima opportunità. Per Genova, uno dei più grandi porti d'Italia e d'Europa, il progetto dei porti verdi - ha concluso il ministro - è un'occasione da sfruttare».