12 aprile 2021
Aggiornato 21:30
Emergenza coronavirus

Sapelli: «Siamo l’unico Paese al mondo dove i medici hanno cercato i malati anziché viceversa»

L'economista: «C’è stata una speculazione politica. Fare tutti questi tamponi quando non c’era bisogno, è stato fatto per far vedere quanto siamo bravi, quindi votateci»

Giulio Sapelli
Giulio Sapelli ANSA

ROMA - Giulio Sapelli, economista, è intervenuto ai microfoni della trasmissione «L’Italia s’è desta», condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. «Non bisogna fasciarsi la testa. Certo, la situazione era già grave prima perché eravamo in stagnazione. Quando le catene di distribuzione commerciali e le stesse catene della produzioni si interrompono, se si aggiunge il crollo delle borse, l’Italia è certamente quello colpita di più. E’ una situazione che ci mette a grande rischio. I provvedimenti del governo? Meglio di nulla, ma sono una goccia del mare. Non è possibile dare cifre, numeri, fare previsioni su queste cose qui. I pregiudizi sull’Italia hanno un valore economico, del resto noi abbiamo fatto di tutto perché nascessero questi pregiudizi. Siamo l’unico Paese al mondo dove i medici hanno cercato i malati anziché viceversa. C’è stata una speculazione politica. Fare tutti questi tamponi quando non c’era bisogno, è stato fatto per far vedere quanto siamo bravi, quindi votateci».

Maggiore flessibilità da Ue

«Gentiloni non conta più nulla perché i commissari non hanno più potere, dipendono dai vicepresidenti della Commissione UE. E’ ora di capire come funziona l’Europa. Bisognerebbe dire la verità anziché fare magie ed esorcismi».​​​​​​​

Sulla globalizzazione

«Oggi c’è ancora meno globalizzazione di quella che c’era prima della 1° guerra mondiale. Oggi ad essere globalizzata è la finanza, la moneta. Questo è un virus che è molto influenzato dalle temperature medie. In Africa ad esempio si diffonde molto meno. Se nascesse una crisi della globalizzazione partendo da un’emergenza sanitaria vuol dire che il pensiero intellettuale è veramente morto, siamo alla frutta».

Sulla Cina

«La Cina è una potenza aggressiva imperialista, la famosa via della seta è un’idea militare, non c’entra con l’economia. Xi Jinping può darsi esca ammaccato da questa emergenza. Può darsi che il suo potere scricchioli, però non scricchiola la sua capacità di corrompere e di influenzare i media di mezzo mondo».