22 novembre 2019
Aggiornato 11:00
L'intervista

Trichet: «L'Italia ci ha abituati a stare col fiato sospeso»

Il Presidente della BCE, Jean-Claude Trichet: «E' una sorta di esperimento da laboratorio che merita un'attenta analisi all'estero»

Jean Claude Trichet
Jean Claude Trichet ANSA

MILANO - «L'area euro è due volte più dipendente dal commercio internazionale dell'America. La Germania è colpita duramente ma la situazione è altrettanto pericolosa per l'Italia che è un forte Paese manifatturiero. E per il vostro Paese c'è anche la sfida di dover convincere ogni giorno gli investitori della propria affidabilità. È una sfida non priva di rischi, ma l'Italia ci ha abituati a tenerci col fiato sospeso». Lo afferma Jean-Claude Trichet, presidente della Bce dal 2003 al 2011, in un'intervista a La Repubblica.

«L'Italia è un esperimento da laboratorio»

«L'Italia, ottava potenza mondiale, per tutte le altre economie industriali è una sorta di esperimento da laboratorio» prosegue citando mani pulite, l'ascesa di Berlusconi che «ha anticipato la vittoria di Trump» e «l'innaturale unione dei due partiti di governo, comunque vada a finire, con le loro pulsioni anti-establishment» che «merita un'attenta analisi all'estero». Alla domanda se riscriverebbe oggi la lettera inviata all'Italia otto anni fa risponde: «Fortunatamente né l'Italia né la Spagna sono oggi in situazioni altrettanto drammatiche. In ogni caso, non ho più il mandato: ma l'urgenza di riforme strutturali rimane valida per tutti i Paesi».