22 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Finanza

Ritorna la «febbre» dell'oro

Dopo aver accumulato quasi 100 dollari di incremento negli ultimi mesi ormai l'oncia è in prossimità della soglia psicologica dei 1.300 dollari, sui massimi dallo scorso giugno

Lingotti d'oro
Lingotti d'oro ANSA

ROMA - Oro ancora in rialzo in avvio di settimana e dopo aver accumulato quasi 100 dollari di incremento negli ultimi mesi ormai l'oncia è in prossimità della soglia psicologica dei 1.300 dollari, sui massimi dallo scorso giugno. A metà seduta in Europa l'oro si attesta a 1.292,20 dollari l'oncia, pari a 6,40 dollari in più rispetto alla chiusura di venerdì. E gli ultimi aumenti giungono dopo una protratta fase di rialzi, speculare al quadro di volatilità dei mercati finanziari degli ultimi mesi, per un bene tradizionalmente utilizzato come porto sicuro nelle fasi di incertezza (per quanto non immune a sua volta di volatilità).

Pesano i crescenti timori geopolitici

Tanto che secondo Massimo Siano, Co-Head Distribution di WisdomTree sul sud Europa «l'oro sta attraversando una fase di rally, in traiettoria opposta rispetto alla sua debole performance nel 2018. La volatilità di asset ciclici quali azionario e petrolio ha riportato l'attenzione degli investitori sui beni rifugio. La risalita dell'oro viene inoltre favorita dai crescenti timori geopolitici: la situazione di stallo in cui si trova il governo americano ha ricordato agli investitori le vulnerabilità strutturale degli Stati Uniti, il Paese considerato come il motore propulsore dell'economia mondiale in tempi recenti. L'incertezza galoppante intorno a Brexit è inoltre un'ulteriore fonte di preoccupazione per gli investitori».

Potrebbe arrivare fino a quasi 1370 dollari l'oncia

«Infine, il mercato (almeno a giudicare dai futures sui Fed Fund) si aspetta nel 2019 un aumento dei tassi di interesse inferiore a quello di un mese fa. Anche se l'orientamento della Fed attraverso i suoi 'dot plot' indica due aumenti dei tassi quest'anno, i Fed Futures puntano a zero. La settimana scorsa la Fed ha detto che presterà maggiore attenzione alle condizioni di mercato. Quindi, mentre i dati economici sono molto eterogenei, le condizioni di mercato potrebbero costringere la Fed a essere meno aggressiva quest'anno. Questo - aggiunge Siano con una nota - potrebbe rappresentare un vantaggio per l'oro. Ci aspettiamo che quest'ultimo continui a recuperare quest'anno, soprattutto come risultato del sentiment che continua a migliorare rispetto ai livelli molto bassi raggiunti l'anno scorso. Per la fine dell'anno, potremmo vedere l'oro salire fino a quasi 1370 dollari l'oncia».